Rassegna 23 maggio 2026
– 23 maggio 2026, La Repubblica, —, Pagina 49, (ANDREA GATTA)
Due chilometri di marcia per difendere la sanità
Il corteo oggi alle 14 lungo via Nizza, dal Grattacielo alle Molinette. Aderiscono 45 realtà guidate da Cgil, Anaao e Ordine dei medici
La marcia per la sanità pubblica parte davanti al Grattacielo della Regione e mette al centro liste d’attesa troppo lunghe, carenza di personale ed emergenza sui non autosufficienti. Il Comitato per il diritto alla salute presenta la manifestazione come un richiamo sui problemi irrisolti del sistema, mentre l’ossatura del corteo è composta da Cgil, Ordine dei medici e Anaao, dentro un’adesione complessiva di 45 realtà. Chiara Rivetti afferma che si marcerà anche per medici e infermieri che non hanno aderito, perché i loro problemi coincidono con quelli di tutta la sanità. Restano però critiche e distinguo, con il sindacato Cimo che parla di “forte perplessità” per la crescente connotazione politica della marcia.
– 23 maggio 2026, La Repubblica, —, Pagina 49, (A.G.)
Fasce Isee per i voucher scuola pronta la riforma in Regione
Intesa tra l’assessora di Fdi Cameroni e il capogruppo della Lega, Ricca. Il modello è il bonus Vesta ma senza click day
La Regione sta preparando una riforma del voucher scuola, con contributi assegnati per fasce di reddito Isee e senza la lotteria del click day. Il testo, su cui lavorano Daniela Cameroni e Fabrizio Ricca, dovrebbe andare a breve in commissione. L’articolo ricorda che per il 2025-26 la soglia massima di accesso effettiva è stata di 8.258 euro Isee e che, nonostante i fondi impiegati, oltre 60 mila famiglie sono rimaste escluse. Il meccanismo oggi finanzia integralmente le domande delle paritarie, mentre per la scuola pubblica nel bando scorso sono state soddisfatte 48 mila richieste su 108.500 ammesse.
– 23 maggio 2026, La Stampa, —, Pagina 47, (FRANCESCO MUNAFÒ)
La sanità scende in piazza ma pesano le divisioni interne
La manifestazione del Comitato per la tutela della salute parte oggi pomeriggio. Assenti Uil, Cisl e gli altri Ordini. Il sindacato Cimo: “Evento troppo politicizzato”
La protesta sulla sanità piemontese elenca tra i nodi irrisolti liste d’attesa, assunzioni insufficienti di medici e infermieri, straordinari, ospedali vecchi e ritardi nelle case e negli ospedali di comunità. In piazza vanno 47 sigle, tra associazioni, comitati, Ordine dei medici, Anaao Assomed e Cgil. Chiara Rivetti insiste sul fatto che la carenza di personale non è una questione corporativa ma di funzionamento dell’intero sistema, e segnala mancanze anche nell’emergenza-urgenza, in neurologia e in psichiatria. Restano però fuori Uil, Cisl, altri Ordini e il sindacato Cimo, che giudica la mobilitazione troppo politicizzata.
– 23 maggio 2026, La Verità, —, Pagina 16, (—)
Suicidio assistito in Lombardia per un malato di sclerosi multipla
ORMAI È PARTITA LA MACCHINA DELLA MORTE
Christian, 55 anni, era malato di sclerosi multipla dal 1999 e a febbraio aveva chiesto di accedere al suicidio assistito dopo la sentenza della Corte costituzionale del 2019. Il quotidiano lo indica come terzo caso in Lombardia e diciassettesimo in Italia. La notizia del decesso è stata comunicata dall’associazione Luca Coscioni. L’articolo colloca il caso in un dibattito nazionale destinato a riaprirsi in Senato il 3 giugno.
– 23 maggio 2026, La Verità, —, Pagina 17, (GIORGIO GANDOLA)
Mandano i disabili al bagno woke con Batman
Surreale «inaugurazione» all’Istituto tecnologico superiore di Grosseto, alla presenza dell’assessore regionale all’Istruzione: arriva la toilette «gender neutral» con l’adesivo «inclusivo» che umilia le persone in carrozzina, associandole a sirene e alieni
All’Istituto tecnologico superiore Eat di Grosseto sono comparse le “gender neutral toilet” con undici icone, fra cui personaggi dei fumetti e una persona con disabilità. L’articolo riferisce che la scelta ha scatenato una polemica politica, con l’esponente di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi che ironizza sulla “crociata” per la porta di un gabinetto. L’assessora regionale Alessandra Nardini difende invece l’iniziativa e dice di stare dalla parte di chi realizza spazi accoglienti e non di chi agita “fantasmi woke”. Nella discussione entra anche la Provincia, mentre il caso viene presentato come una controversia sull’uso di simboli e linguaggi in nome dell’inclusione.
