Rassegna 9 giugno 2026
Il 9 giugno due testate torinesi documentano in parallelo due facce dello stesso problema: un sistema sanitario che continua a scaricare sulle persone più deboli le proprie incoerenze normative e organizzative. I pazienti in cura con cannabis terapeutica vengono convocati in caserma per i propri dati sanitari, mentre le farmacie ospedaliere non approvvigionano un farmaco che la legge garantisce a carico del SSN. Nel frattempo, l’assessore Riboldi annuncia il quarto piano per abbattere le liste d’attesa in tre anni, uno schema pressoché invariato dall’estate 2025….
Corriere della Sera Torino
Cannabis terapeutica: oltre cento pazienti piemontesi, alcuni convocati in caserma p. 6, Simona De Ciero e due interviste
Oltre cento pazienti piemontesi, seguiti dal Movimento Cannabis Medica tra le province di Torino e Asti, sono stati coinvolti — attraverso convocazioni come persone informate sui fatti — in un’inchiesta su una farmacia emiliano-romagnola che avrebbe spedito cannabis terapeutica a domicilio in violazione del decreto Speranza del 2020. L’associazione precisa che i pazienti non sono indagati e individua la vera origine del problema nella difficoltà di accesso alle cure in Piemonte: molti non trovano il preparato adatto nelle farmacie ospedaliere locali e si rivolgono ad altre regioni.
Paolo Cotogni, direttore della Terapia del Dolore di Città della Salute — con sede principale alle Molinette — ricorda che la cannabis terapeutica è un farmaco con indicazioni precise, non una cura miracolosa, rimborsato dal SSN solo per condizioni specifiche come il dolore cronico neuropatico. Sulla vicenda delle convocazioni esprime comprensione per le perplessità dei pazienti: «Si è entrati in aspetti estremamente sensibili della loro salute e della loro privacy».
Marco Gaudiosi, medico di medicina generale libero professionista a Torino, denuncia che molti colleghi non prescrivono cannabis per paura, pur trattandosi di un farmaco legale. I pazienti da lui seguiti che sono stati convocati riferiscono di domande sulla documentazione clinica e sui dettagli delle patologie: «Non ero persona indagata, eppure si è entrati nella mia malattia», è la sostanza delle testimonianze raccolte. Gaudiosi valuta un ritorno alla medicina di base, motivandolo con il bisogno di essere vicino alle persone fragili che faticano a orientarsi nel sistema.
La Stampa
Asse Asl-ospedali per abbattere le liste d’attesa: la Regione spacchetta il Piemonte in quattro quadranti p. 36, Alessandro Mondo
L’assessore Federico Riboldi annuncia che il Piemonte viene suddiviso in quattro macroaree — Torino metropoli, Piemonte sud-ovest, Piemonte sud-est, Piemonte Nord — con l’obiettivo di creare reti di collaborazione tra Asl e aziende ospedaliere per scambiare prestazioni, condividere risorse e lavorare sulle specialità con le attese più lunghe: ortopedia, cardiologia, dermatologia, oculistica, gastroenterologia. A Torino città il modello è già in sperimentazione tra Asl Città di Torino, Città della Salute e Mauriziano. Il commissario del Parco della Salute Marco Corsini ha confermato ai sindacati della dirigenza medica, nell’incontro in Regione con Cirio e Riboldi, che il cronoprogramma del cantiere procede e che l’avvio dei lavori è confermato per l’inizio del 2027.
Cannabis terapeutica: percorso a ostacoli tra farmacie che non approvvigionano e pazienti che pagano da soli p. 37, Giulia Ricci
Un’inchiesta ricostruisce il meccanismo che impedisce di fatto l’accesso alla cannabis terapeutica nel sistema pubblico piemontese: le farmacie ospedaliere rinunciano ad approvvigionarsi per via delle regole stringenti di confezionamento, conservazione e scadenza dei preparati galenici; i pazienti migrano verso il privato a costi che vanno dai 60 ai 450 euro mensili; i numeri comunicati al Ministero scendono; il cerchio si chiude nel punto di partenza. In Piemonte 299 farmacie hanno un laboratorio galenico, ma solo una parte di esse lavora le infiorescenze di canapa. Laura dell’associazione Alma Star Torino, nata per supportare i pazienti con sclerosi multipla, dolore cronico e patologie oncologiche, spiega le difficoltà operative: «Le farmacie scelgono di non occuparsene» per ragioni di costo, burocrazia e pregiudizio. La consigliera regionale di Avs Valentina Cera ha presentato oggi un question time su questo tema all’assessore Riboldi, che promette verifiche «nelle prossime ore».
La stessa vicenda della cannabis terapeutica è affrontata anche dal Corriere della Sera Torino (p. 6), con il focus sulle convocazioni in caserma e le voci dei medici prescrittori: i due articoli si integrano.
