Rassegna 6 luglio 2026

Oggi *La Stampa* racconta una pressione sempre più dura sulle RSA e, nello stesso tempo, mostra come liste d’attesa e sanità lenta spingano verso fondi integrativi e polizze private; *Il Fatto Quotidiano* riporta invece le critiche giuridiche e tecniche alle intese sull’autonomia differenziata in sanità, con il rischio dichiarato di accentuare le diseguaglianze territoriali.

 

Il Fatto Quotidiano

“In sanità competizione inefficiente tra Regioni, così più disuguaglianze”    *p. 8 — Marco Palombi*

L’articolo riferisce che la maggioranza ha chiuso le audizioni sulle pre-intese firmate dal ministro Calderoli con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria per concedere più autonomia anche sulla sanità. I pareri richiamati nel pezzo sostengono che non si possano devolvere funzioni senza una definizione adeguata dei livelli delle prestazioni e insistono sul fatto che LEA e LEP non coincidono. Secondo i passaggi citati da Upb, Gimbe e altri auditi, dare alle Regioni maggiori poteri su tariffe, personale, fondi sanitari e allocazione delle risorse rischia di produrre competizione inefficiente, aumento dei costi, mobilità sanitaria e maggiori diseguaglianze territoriali.

 

Identici i quattro testi: schiaffo alla Consulta (che boccerà di nuovo)    *p. 9 — —*

Il pezzo sostiene che i documenti predisposti dalle quattro Regioni e dal governo per rendere operative le intese di autonomia non rispettino i paletti fissati dalla Consulta nel 2024. I pareri citati contestano soprattutto l’assenza di un’istruttoria approfondita e scientificamente validata che motivi le richieste e ne dimostri l’adeguatezza rispetto al livello statale. L’articolo segnala inoltre che i fascicoli risultano in larga parte identici e riporta anche errori di copia e incolla, compresi riferimenti alla Regione sbagliata dentro i dossier.

 

Tema scuole: Vannacci, confrontati in pubblico!   *p. 12 — —*

In una lettera pubblicata nella pagina delle opinioni si invita Roberto Vannacci a confrontarsi pubblicamente sulle sue affermazioni riguardanti le persone con disabilità e sulla proposta di tornare alle classi differenziali. Il testo sostiene che temi di questo genere debbano essere affrontati conoscendoli davvero, e non facendo leva su paure, pregiudizi o slogan. La rilevanza della lettera sta nel richiamo diretto all’inclusione scolastica e al modo in cui la disabilità viene nominata nel dibattito pubblico.

 

La Stampa

La vergogna degli anziani in coda per entrare nelle Rsa    *p. 8-9 — Alessandro Mondo*

L’inchiesta racconta l’aumento delle domande di ingresso in RSA in Piemonte e il peso crescente delle liste di attesa, passate nel 2025 da 8.592 persone a febbraio a 11.616 a fine dicembre, con una forte crescita dei casi classificati come “differibili”. Il testo insiste sul fatto che i posti convenzionati sono insufficienti, che più della metà dei ricoverati paga la retta di tasca propria e che i costi sono cresciuti sia in convenzione sia nel privato, fino a superare i 4 mila euro al mese. Accanto ai dati, vengono riportate le posizioni della Fondazione Promozione Sociale e la testimonianza di una figlia che racconta il peso economico e psicologico dell’assistenza, tra Isee, aumento della retta e rinunce familiari.

 

Il Piemonte punta sul sostegno a casa    *p. 8-9 — —*

In un box della stessa doppia pagina, La Stampa riferisce che Agenas ha finanziato con oltre dieci milioni il progetto piemontese “ContiAMO insieme…80 passi!”, coordinato da Azienda Zero. L’obiettivo dichiarato è prendere in carico al domicilio oltre 4.100 grandi anziani over 80 con almeno una patologia cronica, attraverso un percorso di diciotto mesi pensato per prevenire ospedalizzazioni e ingressi in RSA. Il testo descrive un modello che unisce dimensione sanitaria e sociale, con telemedicina, monitoraggio remoto, stimolazione cognitiva, socializzazione, accessi a casa e coinvolgimento di famiglie, caregiver e rete territoriale.

 

Cara salute   *p. 23 — Anna Maria Angelone*

Il dossier descrive la crescita delle assicurazioni sanitarie e dei fondi integrativi, spinta da liste d’attesa ancora lunghe e dalla difficoltà del servizio pubblico a garantire tempi rapidi per visite ed esami non urgenti. I dati riportati indicano oltre 21 milioni di italiani coperti tra polizze individuali e collettive, 16,5 milioni iscritti a fondi legati a contratti o ordini professionali e una spesa sanitaria privata salita a 49 miliardi, per l’85,7% pagata direttamente dalle famiglie. Il pezzo sottolinea anche il paradosso di coperture che nel 66% dei casi rimborsano prestazioni già previste dal SSN, il rialzo dei prezzi delle polizze e il rischio che la spinta verso il privato si accompagni a ritardi diagnostici e ulteriori squilibri.