Rassegna 5 luglio 2026
Nelle cronache di oggi convivono tre piani: l’accessibilità materiale degli spazi di vita, la qualità della sanità di prossimità e la capacità del sistema di prevenire abusi e falle nella gestione dei farmaci. Da un lato Torino mostra case popolari ancora impraticabili per persone anziane e con disabilità; dall’altro inaugura una Casa di comunità pensata per unire cure e servizi sociali. Sul versante delle dipendenze e della sicurezza sanitaria, il caso del fentanyl e il racconto dell’abuso di medicinali ricordano che controllo, appropriatezza e presa in carico restano temi di salute pubblica, non soltanto di ordine pubblico.
La Stampa
Le case Atc vietate ai disabili p. 44 — Francesco Morelli
Un reportage da via Bioglio, nel complesso popolare gestito da Atc, raccoglie le testimonianze di residenti anziani con gravi difficoltà motorie che non riescono a usare i montascale dei palazzi. Maria Luisa Gorgellino racconta che il marito ottantottenne deve sollevarle il deambulatore a mano per superare i gradini, mentre altri familiari descrivono situazioni analoghe in più civici dello stesso complesso. Atc replica annunciando un piano straordinario per sostituire sei servoscala e piattaforme elevatrici e riferisce che è stata già avviata la gara d’appalto per i lavori.
Inaugurata la Casa di comunità a Poirino p. 45 — A. Torra
La Stampa riferisce dell’apertura della Casa della Comunità di Poirino, nuovo presidio territoriale dell’ASL TO5 finanziato con il Pnrr e presentato come uno dei pilastri della sanità di prossimità prevista dal decreto ministeriale 77. Nella struttura trovano posto il Punto unico di accesso, il CUP, il Punto prelievi, gli infermieri di famiglia e comunità, i servizi sociali e attività specialistiche di ginecologia e psicologia. Il direttore generale Bruno Osella insiste sulla necessità di mettere in rete competenze diverse intorno alla persona, mentre il sindaco Nicholas Padalino definisce la sede un presidio che avvicina i servizi ai cittadini.
La Verità
Bordata Houellebecq contro l’eutanasia p. 11 — Martino Cervo
Il pezzo riprende un intervento di Michel Houellebecq contro il progetto francese sul fine vita e ne mette in rilievo il rifiuto dell’eutanasia come segno del nichilismo occidentale. Nel testo lo scrittore contesta l’uso della parola “dignità”, critica la metafora del “vegetale” riferita ai malati gravissimi e oppone a quella visione una difesa della vita umana non misurata sul valore d’uso. L’articolo richiama anche il caso di una paziente in stato vegetativo che torna a parlare, usato da Houellebecq per mettere in discussione la retorica dello stoicismo e dell’autosufficienza davanti alla sofferenza.
Il Fatto Quotidiano
“Agli amici del Covid 100 mln, per i tumori non ne han trovati 6” p. 6 — Ilaria Proietti
Nell’intervista Stefano Patuanelli accusa il governo di avere taciuto in commissione Covid su un pagamento di 100 milioni disposto in favore di una società vicina a Fratelli d’Italia e annuncia un esposto in procura per chiarire le responsabilità della vicenda. Il senatore sostiene che Dario Bianchi, sentito più volte dalla commissione, non abbia mai riferito di avere incassato quella somma e definisce la transazione un fatto senza precedenti, deciso dal governo prima della sentenza d’appello e senza attendere la sospensiva. Nel colloquio collega il caso alla scarsità di risorse per lo screening dei tumori al seno e alle liste d’attesa, contestando l’uso politico della commissione d’inchiesta.
Corriere della Sera Torino
Giovanni Ferrero racconta Paolo Osiride: tenore del coro dell’Orchestra Rai, una vita per le “Persone in Difficoltà”
p. 1, 7 — Paola Stroppiana
Il Corriere Torino ricostruisce, attraverso il racconto del figlio Giovanni, la figura di Paolo Osiride Ferrero, per oltre vent’anni presidente della Consulta per le Persone in Difficoltà e protagonista della rete torinese dell’inclusione. L’articolo ricorda la poliomielite contratta da bambino, la scelta della musica come via di autonomia e il concorso vinto in Rai senza categorie protette, solo per merito. Nelle parole del figlio emerge una concezione rigorosa dei diritti e dei doveri: niente pietismo, attenzione al linguaggio sulla disabilità e un richiamo costante alle barriere ancora presenti, a partire dai negozi non accessibili in città.
la Repubblica Torino
Fentanyl, ispettori in ospedale p. 23 — Alessandra Ziniti
Secondo l’ipotesi investigativa riferita da Repubblica, le 80 fiale di Fentanest rubate dalla farmacia dell’ospedale Israelitico potrebbero essere già confluite nei circuiti del dark web dove si trafficano droghe sintetiche e ossicodone. L’articolo ricostruisce un doppio furto dalla cassaforte, segnala che la denuncia è stata presentata solo dopo il secondo ammanco e riferisce che i carabinieri del Nas hanno acquisito documenti, registri di carico e scarico e presenze del personale. Il testo mette inoltre in evidenza le falle organizzative emerse nell’inchiesta: assenza di telecamere sulla cassaforte e chiave custodita in un normale cassetto della portineria.
Ansiolitici e gas esilaranti, ecco quando il farmaco si trasforma in una droga p. 23 — Michele Bocci
Nel secondo pezzo della stessa pagina Sarah Vecchio, direttrice del Giornale italiano di tossicologia e responsabile di un Ser.D, afferma che l’abuso di farmaci fuori prescrizione è in aumento e non riguarda soltanto il fentanyl. Vengono citati ossicodone, ketamina ed esketamina, benzodiazepine, pregabalin, gabapentin, GHB e GBL, insieme al protossido di azoto, descritto come facilmente reperibile anche perché usato per gonfiare palloncini. L’articolo osserva che una parte dei consumi non cerca soltanto lo sballo ma prova anche a “curare da sé” disagi e problemi personali.
