Rassegna 4 luglio 2026
La giornata mette in fila tre nodi: Accanto all’allarme sul furto di fentanyl in ospedale, tornano infatti la sanità territoriale ancora incompiuta, i pronto soccorso sotto pressione e le scelte organizzative che incidono direttamente sull’accesso ai servizi.
La Stampa
Rubate 80 fiale di fentanyl, governo in allarme rosso
Pag. 12 — Irene Famà; Francesco Malfetano
La Stampa, 4 luglio 2026. L’articolo riferisce che dall’Ospedale Israelitico di Roma sono scomparse ottanta fiale di fentanyl custodite in cassaforte, in due momenti diversi tra il 22 e il 24 giugno, senza segni di scasso. Il caso ha provocato una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi e l’apertura di un fascicolo della procura di Roma per furto e detenzione ai fini di spaccio, con accertamenti affidati anche ai Nas. Il giornale segnala che, secondo le stime riportate, dalle fiale rubate si potrebbero ricavare fino a ventimila dosi da immettere sul mercato illecito.
Pnrr, la Regione centra tutti i target e ottiene un premio da 35 milioni
Pag. 45 — Giulia Ricci
La Stampa, 4 luglio 2026. Il dossier ricostruisce il raggiungimento del 100% degli obiettivi Pnrr da parte del Piemonte e sottolinea che la sanità territoriale assorbe oltre 724 milioni di euro. Nel testo vengono elencate 82 Case della comunità, 43 Centrali operative territoriali, 27 Ospedali di comunità, la telemedicina per 6 mila pazienti cronici, l’ammodernamento di 181 grandi apparecchiature e l’adozione del Fascicolo sanitario elettronico. Il pezzo riporta però anche le critiche di Pd e M5S, secondo cui senza professionisti e servizi davvero attivi i cittadini continueranno a rivolgersi ai pronto soccorso e a subire liste d’attesa pesanti.
Ecco il piano per lo scorporo del Sant’Anna
Pag. 45 — —
La Stampa, 4 luglio 2026. Il box spiega che il nuovo polo materno-infantile Sant’Anna–Regina Margherita punta alla piena autonomia gestionale, all’equilibrio economico-finanziario e alla candidatura a centro di ricerca pediatrico, sulla base del Piano strategico 2027-29. Dal prossimo anno dovrebbe partire la piena operatività con bilancio autonomo e costi annui previsti di 290 milioni di euro, ma il pareggio richiederebbe un aumento dei ricavi da produzione, maggiori entrate da grant di ricerca e fundraising e un efficientamento dei servizi non sanitari. Il Pd contesta il progetto e osserva che molte funzioni strategiche, dai laboratori alla farmacia, resterebbero legate a convenzioni con la Città della Salute.
Pronto soccorso di Pinerolo, l’ampliamento resta al palo
Pag. 49 — Antonio Giaimo
La Stampa, 4 luglio 2026. Il pezzo descrive il pronto soccorso dell’ospedale Agnelli di Pinerolo come un presidio sotto pressione per limiti strutturali: 52.884 accessi nel 2025, 274 posti letto, spazi giudicati insufficienti e un progetto di ampliamento da 8 milioni di euro ancora fermo dopo tre anni. Nel testo si legge che tra il 50 e il 60% degli accessi riguarda codici bianchi e verdi, mentre i codici «azzurri», legati a fragilità sociali, incidono per il 30-40%; vengono inoltre indicati 306 casi di OBI sociale. L’articolo collega la pressione sul reparto anche alla debolezza della medicina di base, a reti familiari fragili e a un sistema socio-assistenziale ritenuto insufficiente.
Dopo Poirino anche Pralormo lascia il Consorzio Socioassistenziale di Chieri
Pag. 49 — A.TOR.
La Stampa, 4 luglio 2026. L’articolo riferisce che il Comune di Pralormo ha deliberato il recesso dal Consorzio Socioassistenziale di Chieri per orientarsi verso il CISA 31 di Carmagnola, richiamando ragioni geografiche, organizzative ed economiche. La sindaca sostiene che molte famiglie devono recarsi fisicamente agli uffici e che, anche per le situazioni di fragilità in ambito scolastico e per il sostegno ai DSA, il riferimento naturale è già Carmagnola. Il passaggio, che produrrà effetti dal 1° gennaio 2028, viene presentato anche come fonte di un risparmio annuo di circa 15 mila euro da reinvestire in ambito socioassistenziale.
Corriere della Sera Torino
Caro affitti, è emergenza. Il costo delle case (+9,4%) cresce 5 volte più dei salari
Pag. 2 — Matteo Curreri
Corriere della Sera Torino, 4 luglio 2026. Il giornale descrive un peggioramento della condizione abitativa torinese: nel 2025 i canoni di locazione sono aumentati in media del 9,4%, mentre sul territorio comunale si stimano circa 69 mila alloggi vuoti. L’Osservatorio richiamato nell’articolo parla di 12 mila domande valide per una casa popolare e di 1.606 alloggi sociali vuoti perché da manutenere, mentre le domande di emergenza abitativa e le segnalazioni dei servizi sociali risultano in aumento. Il pezzo mette al centro l’impatto sulle famiglie e la difficoltà di trovare un alloggio a canone sostenibile.
Pnrr al 100%, premio da 35 milioni
Pag. 3 — Gabriele Guccione
Corriere della Sera Torino, 4 luglio 2026. L’articolo riferisce che la Regione Piemonte ha centrato tutti i 47 obiettivi Pnrr ottenendo 35 milioni di euro aggiuntivi e indica nella sanità il principale capitolo di spesa, con 724 milioni per 500 progetti. Il testo dettaglia 82 Case di comunità e 26 Ospedali di comunità operativi al 31 agosto, più uno a settembre. Il quotidiano segnala che le risorse aggiuntive serviranno anche a formazione, servizi digitali e supporto agli enti locali, collocando però la sanità territoriale al centro del bilancio regionale.
Primo round tra Schael e la Regione
Pag. 7 — Simona Lorenzetti
Corriere della Sera Torino, 4 luglio 2026. Il giornale dà conto dell’apertura della causa di lavoro intentata da Thomas Schael contro la Regione Piemonte dopo il licenziamento da commissario di Città della Salute, avvenuto nell’agosto scorso. Il ricorso, secondo l’articolo, quantifica in un milione di euro la richiesta di risarcimento, comprendendo il lucro cessante per i 54 mesi residui del contratto, la perdita di chance e una voce per danni non patrimoniali. L’udienza si è chiusa con un rinvio all’autunno, mentre resta sullo sfondo anche il tema di un’eventuale conciliazione e del possibile esame della Corte dei conti.
La Verità
Rubate fiale di fentanyl per 400.000 euro
Pag. 15 — Fabio Amendolara
La Verità, 4 luglio 2026. L’articolo racconta il furto di ottanta fiale di fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma e stima che da quel quantitativo possano derivare fino a circa 20 mila dosi destinate al mercato illecito. Il pezzo riferisce che la cassaforte sarebbe stata aperta con una chiave in uso a più dipendenti, che il locale non aveva telecamere e che il governo ha richiamato il Piano nazionale di prevenzione sull’uso improprio del fentanyl adottato nel marzo 2024. Sono indicati accertamenti dei Nas, un’ispezione ministeriale e un’indagine della procura per furto e detenzione ai fini di spaccio.
La sinistra grida al complotto ma il risarcimento alla Jc è una pezza ai guai di Arcuri
Pag. 4 — Patrizia Floder Reitter
La Verità, 4 luglio 2026. L’articolo ricostruisce il contenzioso tra lo Stato e JC Electronics sulla fornitura di mascherine durante la pandemia e riferisce che, dopo una sentenza del Tribunale di Roma favorevole alla società per oltre 203 milioni di euro più interessi, si è arrivati a una transazione da 100 milioni. Nel testo vengono richiamati passaggi della sentenza e della richiesta di archiviazione per Domenico Arcuri, compreso il riferimento a un atteggiamento ritenuto dal tribunale «ingiustificato e pretestuoso». Il pezzo presenta la transazione come un modo per limitare un’esposizione economica ancora maggiore.
Il Fatto Quotidiano
Covid, sui soldi a Bianchi c’è la firma di Lady Cirielli
Pag. 5 — Marco Lillo; Ilaria Proietti
Il Fatto Quotidiano, 4 luglio 2026. L’articolo riferisce che la transazione da 100 milioni di euro con JC Electronics è stata firmata da Maria Rosaria Campitiello, dirigente del ministero della Salute e moglie del viceministro Edmondo Cirielli, mentre fonti ministeriali sostengono che il marito non ne fosse a conoscenza. Il pezzo ricorda che JC Electronics aveva ottenuto in primo grado una sentenza da 203 milioni e riporta il parere dell’Avvocatura dello Stato sulla complessità tecnica della causa e sui rischi dell’appello. Nella stessa pagina si segnala inoltre che, dopo questa vicenda, la Commissione d’inchiesta sul Covid non considera più urgente sentire Giuseppe Conte e rinvia la sua audizione.
