Rassegna 3 luglio 2026

La giornata si concentra soprattutto sul caldo estremo. Tre testate segnalano che Torino è la realtà più colpita tra quelle monitorate, e i dati chiamano in causa non solo le temperature ma anche l’età della popolazione, la solitudine degli anziani e la debolezza della medicina di prossimità. Accanto a questo filone emergono due altre questioni strutturali: la salute mentale, dove gli articoli torinesi mostrano carenze di protezione e di presa in carico, e l’accessibilità delle cure, con un segnale positivo dal Mauriziano sull’odontoiatria per persone con disabilità. Sullo sfondo, il calo estivo delle donazioni di sangue ricorda che la tenuta dei servizi dipende anche da continuità organizzativa e partecipazione civica.

 

La Verità

Schillaci gela i gufi dell’apocalisse   *p. 2, Francesco Bonazzi*

Il ministero della Salute, secondo il quotidiano, ridimensiona gli allarmi sugli effetti dell’ondata di calore: non ci sarebbe stato un aumento generalizzato dei morti né un boom di accessi negli ospedali. L’eccezione indicata è Torino, mentre il numero di pubblica utilità 1500 ha ricevuto oltre 400 chiamate. Il pezzo sottolinea comunque la necessità di misure di prevenzione rivolte ai soggetti più vulnerabili, con attenzione a anziani, poveri e bambini.

 

La Stampa

Torino la capitale del caldo / Più pazienti in condizioni critiche. Ha pesato l’ondata lunga di calore  *pp. 2-3, Paolo Russo; Alessandro Mondo*

La Stampa riferisce che, secondo i dati discussi nella cabina di regia del ministero della Salute, a Torino i decessi sono aumentati del 35% nel periodo più caldo di fine giugno, in un contesto segnato da temperature molto sopra la media e da sedici notti tropicali consecutive. Nell’intervista al direttore del pronto soccorso del Maria Vittoria, Fabio De Iaco, il giornale racconta un aumento non solo quantitativo ma anche qualitativo degli accessi: pazienti più gravi, spesso anziani con patologie croniche, aggravati da disidratazione, squilibri elettrolitici e insufficienze d’organo. Tra i fattori richiamati compaiono anche la solitudine e l’assenza di caregiver, oltre alla fragilità della medicina territoriale.

 

Al Mauriziano 3 mila prestazioni l’anno a persone con disabilità   *p. 43, Alessandro Mondo*

Al Mauriziano l’intelligenza artificiale entra nell’odontoiatria ospedaliera per rendere le cure meno invasive e più precise per i pazienti fragili. L’articolo segnala che la struttura segue ogni anno circa 20 mila accessi ambulatoriali, 200 pazienti ortodontici e oltre 3.100 prestazioni dedicate alle persone con disabilità. Per bambini e persone con disturbi dello spettro autistico vengono usati anche strumenti di comunicazione aumentativa e “storie sociali” su tablet: un passaggio concreto sul terreno dell’accessibilità delle cure.

 

Aggressioni negli ospedali  *p. 44, Luigi La Spina*

Nel commento dedicato all’episodio avvenuto al Servizio psichiatrico del Martini, il giornale denuncia l’isolamento in cui può trovarsi il personale sanitario davanti a episodi di violenza. Il caso nasce dal tentativo di aggressione a un medico e a un infermiere e dal mancato ingresso nel reparto, secondo il testo, delle forze dell’ordine intervenute. Il commento allarga poi il fuoco alle carenze della salute mentale in Piemonte, tra aumento dei disagi psichici e insufficienza di medici e infermieri.

 

Affogò la figlia di dieci mesi  *p. 45, Giuseppe Legato*

Il pezzo ricostruisce il caso della donna di Nole Canavese ritenuta non imputabile per l’uccisione della figlia di dieci mesi, avvenuta nel novembre 2024, sullo sfondo di una grave depressione post partum. La notizia rilevante, dal punto di vista dei servizi, è che secondo il suo legale la donna aveva chiesto due volte di essere ricoverata, ma dal centro di salute mentale le sarebbe stato risposto di tornare a casa, assumere i farmaci e restare con la bambina. È un articolo che richiama direttamente il tema della presa in carico tempestiva nei percorsi di salute mentale.

 

Corriere della Sera Torino

Suicida in cella, il pm: «Rischio sottovalutato»   *p. 7, Simona Lorenzetti*

Il Corriere Torino riferisce la richiesta di condanna a un anno e quattro mesi per la psichiatra del carcere Lorusso e Cutugno nel processo per la morte di Alessandro Gaffoglio. Secondo l’accusa, il rischio suicidario del giovane detenuto sarebbe stato sottovalutato fino al declassamento a rischio lieve e alla restituzione degli effetti personali poi usati per uccidersi. Il caso rimette al centro la continuità fra carcere e salute mentale e il peso delle valutazioni cliniche nei contesti di massima vulnerabilità.

 

la Repubblica

Caldo, ecco chi ha sofferto di più / La strage silenziosa del caldo  *pp. 29 e 53, Michele Bocci; Adele Palumbo; —*

la Repubblica conferma il quadro di Torino come città più colpita dall’ondata di fine giugno: 83 decessi in più tra gli over 65 e un incremento del 35% rispetto all’atteso. La cronaca locale mette insieme i dati ministeriali con le voci di pronto soccorso, geriatria e Arpa Piemonte: i più esposti sono gli anziani con patologie croniche, mentre l’assetto urbano e l’accumulo di calore aggravano il problema. Il giornale segnala anche l’aumento dei ricoveri in area medica alla Città della Salute e i circa 700 accessi quotidiani ai pronto soccorso degli ospedali dell’Asl Città di Torino. La questione, letta così, non è solo meteo: è organizzazione dei servizi, protezione delle persone fragili e adattamento della città.

 

Manca sangue negli ospedali   *p. 53, Adele Palumbo*

L’estate fa calare le donazioni mentre il fabbisogno degli ospedali resta stabile. L’Avis Torino afferma di riuscire ancora a rispondere alle richieste, ma invita a rafforzare il numero dei donatori regolari, usando come testimonianza la storia di Marina Marchisio, 53 anni, con 150 donazioni all’attivo. Il richiamo non riguarda solo il sangue intero: l’articolo ricorda anche l’importanza del plasma per la produzione di plasmaderivati e per l’equilibrio del sistema trasfusionale nazionale.