Rassegna 2 luglio 2026

Tra le notizie di oggi le due storie che riguardano Genenta e Pfizer riportano al centro il rapporto tra interesse pubblico, ricerca e responsabilità di chi opera nel settore sanitario e farmaceutico. Ma anche la storia di Kevin che ricorda come l’inclusione non sia un principio astratto: dipende dalla capacità delle istituzioni scolastiche di leggere le persone oltre le diagnosi e di non chiuderle dentro etichette definitive.

 

Il Fatto Quotidiano

 

**Cdp si astiene su Genenta che passa dai tumori ai fucili**  *p. 5 — Alessandro Mantovani*

Il quotidiano racconta la contestata trasformazione di Genenta Science, nata per finanziare la ricerca contro tumori aggressivi, in una società orientata all’aerospazio e alla produzione di armi. Un gruppo di undici soci, guidato dal cofondatore Luigi Naldini, si oppone alle delibere che hanno cambiato oggetto sociale e governance, mentre restano pendenti decisioni del tribunale di Milano. Il pezzo segnala anche l’astensione di Cdp Venture Capital, che investe risorse provenienti dal risparmio degli italiani, e il rinvio delle scelte decisive all’assemblea straordinaria del 29 luglio.

 

La Verità

 

**Dopo aver fatto cassa coi nostri soldi Pfizer scarica i dipendenti di Catania**   *p. 5 — Maddalena Loy*

L’articolo riferisce che Pfizer intende interrompere a Catania la produzione delle siringhe preriempite Mtx e del dispositivo auto-iniettore “pen”, con un esubero strutturale di poco più di 300 dipendenti diretti, cui si aggiunge l’indotto. Il pezzo ricorda che il sito produce anche farmaci sterili e antibiotici ospedalieri e che le linee in chiusura riguardano il metotrexato, usato in oncologia e nelle patologie autoimmuni. Vengono richiamati i ricavi record registrati dalla multinazionale durante la pandemia e la richiesta di sindacati e istituzioni di trattare la vertenza come crisi industriale di interesse nazionale.

 

Corriere della Sera Torino

 

**Quindici gradi di separazione tra aree residenziali e periferie**  *p. 5 — Sandro Orlando*

Il Corriere Torino riporta uno studio basato sulle immagini termiche dei satelliti Landsat 8 e 9, secondo cui a Torino la differenza media estiva della temperatura al suolo supera i 15 gradi, il valore più alto in Italia. La ricercatrice Marta Ellena collega il rischio di stress termico nelle periferie dense alla concentrazione di popolazione anziana, alla fragilità socio-economica e alla bassa capacità adattiva dell’ambiente costruito. Il pezzo insiste anche sulla prossimità necessaria a farmacie, strutture sanitarie e luoghi pubblici climatizzati, e definisce la “povertà di raffrescamento” una forma di disuguaglianza sociale e urbanistica.

 

**«Non ce la faccio più, ora mi butto giù. Mi sento solo»**  *p. 5 — —*

Il secondo pezzo della pagina racconta il lavoro del Servizio aiuto anziani del Comune di Torino, che a giugno ha registrato 487 contatti fra telefonate e mail. Le richieste riguardano soprattutto i centri climatizzati, le telefonate di compagnia, il supporto per pratiche quotidiane e le segnalazioni di anziani soli arrivate anche da medici di famiglia, vicini e parenti. L’assessore Jacopo Rosatelli spiega che il servizio punta a intercettare chi resta fuori dal radar dei servizi sociali; fra i casi ricordati, quello di una donna ultraottantenne, caregiver del marito, che ha chiamato dicendo di non farcela più. Finora sono state segnalate 873 persone da monitorare durante l’estate, 143 delle quali considerate particolarmente a rischio.

 

La Stampa

 

**L’orecchio assoluto nella musica, il genio nascosto di Kevin**  *p. 5 — Rebecca De Bortoli; Francesco Munafò*

La Stampa racconta la storia di Kevin Montebello, ragazzo di 13 anni al quale da piccolo era stato diagnosticato un ritardo mentale medio-grave. Il talento musicale emerge anni dopo grazie agli insegnanti, che notano la sua capacità di riconoscere e riprodurre le note senza riferimenti esterni. Il pezzo ricostruisce il ruolo della famiglia e della scuola torinese nell’accompagnarlo fino agli esami di terza media e all’iscrizione al liceo musicale Cavour. Il dirigente scolastico afferma che l’inclusione non consiste nell’abbassare le aspettative, ma nel mettere ciascuno nelle condizioni di dare il meglio di sé.

 

**«Ogni giorno perso è un tempo che non ho». L’attesa di Cristina per il farmaco salvavita**  *p. 42 — Alessandro Mondo*

L’articolo dà voce a Cristina Manavella, 55 anni, malata di microcitoma e in cura al San Luigi di Orbassano, che denuncia il ritardo nell’accesso a terapie innovative già individuate dai medici. La direzione generale dell’ospedale conferma di avere presentato una prima richiesta ad Aifa per la lurbinectedina, respinta a febbraio, e una seconda per il tarlatamab, approvata il 18 giugno; il giorno successivo è stato emesso l’ordine d’acquisto all’estero. Resta però l’incertezza sui tempi di consegna, stimati in quindici-venti giorni senza garanzie. Il pezzo richiama così il nodo dei tempi di approvazione e di rimborsabilità dei farmaci innovativi, particolarmente sensibile in ambito oncologico.

 

**Piemonte d’azzardo**  *p. 43 — Giulia Ricci*

Il dossier ricostruisce la crescita del gioco d’azzardo in Piemonte, dove nel 2025 la spesa complessiva ha sfiorato i 10 miliardi, pari a 2.328 euro per abitante. L’articolo collega l’aumento anche alla legge regionale del 2021, che ha ridotto le distanze delle slot dai luoghi sensibili, tolto margini ai sindaci sugli orari e consentito in molti casi il ritorno delle macchinette. Le opposizioni, Libera e Gruppo Abele chiedono una revisione della norma e ricordano che la parte relativa a monitoraggio, prevenzione, informazione e cura delle persone ludopatiche è rimasta inattuata. Dal centrodestra arriva un’apertura a discutere il tema in Consiglio regionale.

 

**«Manca l’aria condizionata». In fuga dai centri d’incontro**  *p. 48 — Pier Francesco Caracciolo*

Il reportage verifica sul campo il funzionamento dei centri climatizzati indicati dal Comune di Torino per offrire sollievo ad anziani e persone fragili durante l’ondata di calore. La Stampa segnala la chiusura del punto di via Osasco e descrive altri centri dove i condizionatori sono fuori uso, troppo deboli o limitati a una sola sala. Accanto alle criticità, il quotidiano riporta anche i casi di sedi in cui il servizio regge e attira decine di pensionati ogni giorno. A confermare la pressione dell’emergenza sono inoltre le 487 richieste gestite a giugno dal servizio Aiuto Anziani, 62 delle quali relative proprio ai centri climatizzati.