Rassegna 31 maggio 2026
Rassegna stampa — 31 maggio 2026
La domenica della sanità torinese è dominata da un’inchiesta che rischia di rimettere in discussione, ancora una volta, il futuro del Parco della Salute — l’opera più attesa del Piemonte, inseguita da quasi quarant’anni. La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per turbativa d’asta: secondo i magistrati, il consorzio vincitore del maxi-appalto avrebbe ricevuto in anticipo informazioni riservate, sapendo di fatto di correre da solo. È la storia ricorrente di una sanità pubblica che costruisce, o non riesce a costruire, le proprie infrastrutture nell’ombra di interessi privati.
Nel frattempo, su un’altra pagina, si apprende che il sistema di prenotazione sanitaria della Regione funziona male per chi ne ha più bisogno — anziani, disabili e fragili — e che cinquemila persone sono già scese in piazza per difendere il diritto alle cure. Non sono notizie distanti: parlano entrambe della stessa fragilità strutturale del sistema.
La Stampa / Corriere della Sera Torino / La Repubblica Torino
Le tre testate torinesi aprono in modo convergente sull’inchiesta della Procura per il Parco della Salute.
Parco della Salute, l’inchiesta della Procura pp. 36-37 La Stampa (Giuseppe Legato); pp. 2-3 Corriere Torino (Simona De Ciero, Christian Benna); pp. 2-3 La Repubblica Torino (Federico Gottardo, Adele Palumbo)
La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per turbativa d’asta sull’assegnazione della concessione del Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione — il maxi polo ospedaliero e universitario da 1.040 posti letto che deve sorgere nell’area ex Fiat Avio. Le indagini della Guardia di Finanza si sono estese alle sedi della Città della Salute e del consorzio vincitore (Sis-Abp Nocivelli), con sequestro di pc e smartphone. L’ipotesi è che il responsabile unico del procedimento (RUP) della Città della Salute, l’architetto Paolo Melchior, abbia comunicato informazioni riservate al raggruppamento aggiudicatario — permettendogli di formulare un’offerta al ribasso sapendo di non avere concorrenti reali — in cambio di denaro. La difesa respinge l’accusa: l’offerta era definita da mesi. Il commissario straordinario Marco Corsini assicura che i lavori non subiranno stop e che «rifare la gara richiederebbe anni». L’opera, nata sulla carta nel 1988, non ha ancora avviato i cantieri. È anche oggetto di un secondo filone di indagine sui presunti conti truccati della Città della Salute, e di un’altra inchiesta, avviata a marzo, su un traffico illecito di rifiuti legato alle bonifiche del cantiere.
La Repubblica Torino
Al via le prove per il nuovo CUP — ma il vecchio sistema penalizza anziani, disabili e fragili p. 4 (Adele Palumbo)
La Regione Piemonte ha avviato la migrazione verso il nuovo Centro Unico di Prenotazione, aggiudicato per 7,2 milioni di euro e dotato di intelligenza artificiale, che entro fine anno sostituirà i sistemi informatici di tutte le ASL piemontesi. Il passaggio è urgente: oggi solo tre prenotazioni su dieci vanno a buon fine, con agende chiuse e tempi incompatibili con le necessità cliniche. A pagarne le conseguenze sono soprattutto «anziani, disabili e fragili», che vengono sistematicamente indirizzati verso strutture fuori provincia, con costi e disagi aggiuntivi per le famiglie — denuncia il Comitato per il diritto alla tutela della salute, che ha recentemente riportato in piazza cinquemila persone. Il secondo classificato alla gara ha presentato ricorso (senza effetti sospensivi) e una nuova udienza è prevista in autunno.
La Stampa (inserto Specchio)
L’ospedale del futuro: connesso, anticipatorio, ma con medici ancora in carne ed ossa p. II (Arcangelo Rociola)
Il professor Federico Cabitza dell’Università di Milano-Bicocca smonta alcune promesse eccessive sull’intelligenza artificiale in medicina. L’ospedale del futuro somiglierà molto a quello di oggi nell’aspetto, ma la sua infrastruttura digitale sarà radicalmente diversa: più connessa, capace di non disperdere le informazioni cliniche nei passaggi tra reparti e strutture — i cosiddetti «silos di dati». Il rischio principale non è la sostituzione del medico, ma il deskilling: l’indebolimento progressivo delle micro-competenze diagnostiche quando il professionista si affida troppo alla macchina.
