Rassegna 28 luglio 2026
Il test per l’epatite Delta resta fuori dai LEA, la medicina generale piemontese denuncia 685 professionisti mancanti e una lettrice racconta un richiamo mammografico arrivato con mesi di ritardo.
La Verità
Zaia insiste sul fine vita in Veneto – La Verità, 28 luglio 2026, p. 12 — Sarina Biraghi
Il Consiglio regionale del Veneto ha rinviato a settembre il confronto e il voto sulla proposta di legge popolare che disciplina procedure e tempi dell’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. Luca Zaia ricorda che dal 2019 la Regione ha ricevuto 15 richieste, delle quali tre autorizzate e gestite sulla base della sentenza della Corte costituzionale, e sollecita la politica ad assumersi la responsabilità di una decisione. Il governatore Alberto Stefani ritiene invece che debba intervenire il Parlamento, anche per evitare un nuovo ricorso davanti alla Consulta. L’articolo richiama infine la decisione sulla legge sarda, non annullata integralmente ma dichiarata illegittima in diverse disposizioni.
Troppi casi restano silenti, il test HDV-RNA entri nei LEA così l’accesso è per tutti – La Stampa, 28 luglio 2026, p. 20 — —
Massimiliano Conforti segnala che lo screening per l’epatite C procede in modo disomogeneo tra le Regioni e che la diffusione reale dell’epatite B nella popolazione adulta non è pienamente conosciuta. Per l’epatite Delta indica come priorità informazione, prevenzione e identificazione precoce. Il test HDV-RNA non è compreso nei Livelli essenziali di assistenza: alcuni pazienti riescono a eseguirlo gratuitamente, mentre altri devono sostenerne il costo. EpaC chiede che l’esame venga inserito nel prossimo aggiornamento dei LEA e riferisce attività informative rivolte anche alle comunità provenienti da Paesi nei quali le infezioni sono più diffuse.
Medici di base, 288 per 300 posti. Ma in Piemonte ne mancano 685 – La Stampa, 28 luglio 2026, p. 31-33 — Alessandro Mondo
Sono 288 le domande presentate per i 300 posti del triennio piemontese di formazione specifica in medicina generale 2026-2029, con prova prevista il 21 ottobre. Fimmg Piemonte avverte tuttavia che tra il 30 e il 60 per cento dei candidati può rinunciare prima del test e che un ulteriore 15 per cento abbandona nel primo anno, mentre nella Regione mancano 685 medici di famiglia. Il sindacato collega la carenza a problemi di accesso, continuità assistenziale ed equità territoriale e chiede una programmazione annuale più stabile e una formazione più attrattiva. Tra le proposte figura una borsa regionale integrativa, vincolata al completamento del corso e a cinque anni di lavoro nelle zone carenti.
Scaricabarile sui certificati di malattia. Il richiamo dell’Ordine agli ospedalieri – La Stampa, 28 luglio 2026, p. 33 — Ale. Mon.
L’Ordine dei medici di Torino riferisce numerose segnalazioni di specialisti che, dopo la visita, non rilasciano certificati di temporanea incapacità lavorativa o richieste dematerializzate e rinviano il paziente al medico di famiglia. Il presidente Guido Giustetto richiama la responsabilità di tutti i professionisti e sottolinea che il rinvio produce perdite di tempo per gli assistiti e migliaia di richieste aggiuntive sul territorio. La comunicazione è rivolta anche alle direzioni sanitarie, chiamate a garantire l’applicazione delle norme. L’Ordine ricorda inoltre che lo specialista che ritiene necessari altri accertamenti deve emettere direttamente le relative prescrizioni.
La Repubblica Torino
Mio figlio «si smarrisce» come Fakir – La Repubblica Torino, 28 luglio 2026, p. 14 — Anna Maria Becherini; risposta di Francesco Merlo
La madre di un uomo di 36 anni con disturbo bipolare descrive periodi di depressione, confusione, paranoia e crisi acute, alternati a fasi di stabilità. Racconta un episodio nel quale il figlio, in forte sofferenza psichica, si è gettato a terra urlando ed è stato calmato con l’aiuto di persone presenti. La lettrice chiede se le forze dell’ordine siano preparate a distinguere una crisi psichiatrica da un comportamento aggressivo e a ricorrere prima alla parola, alla calma e all’intervento sanitario. Francesco Merlo riconosce il peso della testimonianza e richiama un ulteriore aspetto ancora da chiarire nel caso Fakir.
