Rassegna 28 giugno 2026

Il caldo non è solo un fatto climatico, ma il moltiplicatore delle disuguaglianze nei servizi. Basta un blackout per mettere a rischio l’acqua, un guasto per surriscaldare un hospice, un trasferimento per lasciare un territorio senza pediatra. Per le persone non autosufficienti e per le famiglie la fragilità non nasce dall’emergenza: emerge quando reti, cure e prossimità si scoprono troppo tese.

**La Stampa — 28 giugno 2026 — p. 48 — Acqua. Rischio blackout**
Un guasto quasi simultaneo alle quattro linee elettriche che alimentano il potabilizzatore di corso Unità d’Italia ha fatto temere per alcune ore una crisi idrica senza precedenti per Torino e per i comuni collinari. Smat e Iren hanno tamponato l’emergenza con gruppi elettrogeni, maggiore apporto da serbatoi, campi pozzi e bacino di lagunaggio di La Loggia, fino alla riattivazione progressiva delle linee nel pomeriggio. Il pezzo insiste sul carattere strutturale del problema: nove giorni consecutivi di blackout e una rete sotto stress proprio mentre il caldo aumenta i consumi e rende più delicati i servizi di base.

**La Stampa — 28 giugno 2026 — p. 48 — Temperature proibitive all’hospice San Vito: interviene Città della Salute**
Il caldo si riflette direttamente sul sistema sanitario torinese: alla Città della Salute gli accessi alle strutture ospedaliere crescono del 10% e i ricoveri dell’ultima settimana passano da una media di 20 al giorno a 28, con 31 persone in attesa. I casi più esposti sono quelli delle persone fragili, colpite da disidratazione, peggioramento della funzione renale, alterazioni degli elettroliti e svenimenti; quattro pazienti vengono ricoverati in rianimazione al San Giovanni Bosco. L’articolo segnala anche il guasto all’aria condizionata dell’hospice San Vito, dove sarebbero stati toccati i 38 gradi, e ricorda il Piano Estate 2026 con centri di accoglienza e servizi domiciliari, consegna di spesa e farmaci, accompagnamenti e teleassistenza sanitaria.

**la Repubblica Torino — 28 giugno 2026 — p. 10 — Arriva il giorno più caldo, chiese e musei come rifugi per sopravvivere al picco**
Nel racconto nazionale dell’ondata di calore, la pagina registra anche le misure predisposte per Torino: nei quartieri sono aperti 19 rifugi climatizzati e viene potenziata l’assistenza ad anziani e persone fragili con consegna di cibo, farmaci e telesoccorso. L’articolo colloca questi interventi dentro una strategia più ampia di rifugi climatici, aperture straordinarie e presìdi sanitari mobili in diverse città italiane. Il punto rilevante, per Torino, è che il caldo estremo viene trattato come un problema di protezione quotidiana delle persone più esposte, non solo come un dato meteorologico.

**la Repubblica Torino — 28 giugno 2026 — p. 11 — “Minime sempre sopra i 25: così la salute è in pericolo”**
Il pezzo sottolinea che la pericolosità dell’ondata di calore non sta solo nei picchi diurni ma anche nelle notti tropicali, con minime oltre i 26 gradi a Genova, Torino e Bologna. Secondo il comunicato citato di Oms e Omm, l’esposizione per molti giorni consecutivi, soprattutto quando le temperature restano alte di notte, fa iniziare ogni giornata già in condizioni di stress, rendendo l’evento particolarmente letale. L’articolo aggiunge che oltre il 40% delle abitazioni italiane è privo di aria condizionata e che anche il Mediterraneo, molto più caldo della media, non riesce più a offrire il consueto effetto mitigatore.

**La Stampa — 28 giugno 2026 — p. 57 — Piossasco perde la pediatra. La sindaca: “Insostenibile”**
Dal 1° luglio Piossasco perde l’unica pediatra del paese, che lascia l’incarico per motivi personali, e il Comune denuncia l’ennesimo arretramento dei servizi sanitari di prossimità. L’Asl To3 prevede una soluzione ponte dal 6 luglio con assegnazione automatica dei piccoli pazienti a una nuova pediatra, ma l’ambulatorio sarà a Volvera e le alternative sono a Bruino, senza collegamenti pubblici diretti. La sindaca collega il caso a un quadro più ampio di impoverimento territoriale: guardia medica assente, Casa della Salute e servizi principali spostati a Orbassano o al San Luigi, ambulatorio locale aperto un solo giorno a settimana per i prelievi e Cup attivo per poche ore.

**Corriere Torino — 28 giugno 2026 — p. 11 — «Ho deciso di ridere insieme a voi della mia vita col bastone bianco»**
Desy Icardi porta in scena *I diari del bastone bianco* e racconta in chiave comica la propria esperienza di persona ipovedente, dopo che la malattia degenerativa della retina l’ha costretta a “arrendersi” al bastone bianco. L’intervista insiste sul rifiuto del pietismo: la disabilità viene trasformata in materiale di teatro e cabaret, anche attraverso gli episodi quotidiani e gli stereotipi dei normovedenti. Il pezzo mette così al centro una voce diretta sulla disabilità, sul linguaggio e sulla rappresentazione pubblica dell’autonomia e della vulnerabilità.