Rassegna 26 giugno 2026
La rassegna di oggi rimette al centro la fragilità del sistema di prenotazione sanitaria piemontese, che torna a incepparsi proprio mentre viene presentato come leva contro le liste d’attesa.
Il ministero della Salute rassicura: “Over 65, non c’è picco di decessi” — La Verità, p. 2, Sarina Biraghi
Il ministero della Salute ha riunito una cabina di regia interistituzionale per monitorare gli effetti dell’ondata di calore, con attenzione specifica ai decessi fra gli over 65 e agli accessi ai pronto soccorso. L’articolo riferisce che nelle strutture sanitarie è attivo il cosiddetto “codice calore” per accelerare la presa in carico delle persone fragili e che, al momento, non risultano picchi significativi di mortalità come quelli segnalati in Francia. Il monitoraggio sarà esteso in via sperimentale anche agli accessi ai centri di salute mentale territoriali di alcune grandi città. Il ministero ha inoltre attivato il numero 1500 e una campagna informativa, mentre il decreto lavoro prevede condizioni agevolate per gli ammortizzatori sociali nei settori esposti a temperature oltre i 35 gradi.
Cup Piemonte, tutto da rifare. Il Tar annulla l’ok all’appalto — Corriere della Sera Torino, p. 3, Simona De Ciero
Il Tar ha accolto il ricorso di Engineering e ha cancellato l’aggiudicazione dell’appalto da 7,2 milioni con cui Azienda Zero aveva affidato a Gpi il nuovo sistema di prenotazione sanitaria regionale. Secondo i giudici, la verifica sull’affidabilità economica dell’offerta vincitrice è stata svolta in modo insufficiente, soprattutto sui costi del personale. La Regione annuncia esecuzione immediata della sentenza e un riesame dell’offerta entro trenta giorni. Resta l’obiettivo del Cup unico regionale, ma il progetto subisce un nuovo stop dopo rinvii e polemiche.
Il Tar annulla l’esito della gara per il Cup — la Repubblica Torino, p. 56, Andrea Gatta
La Repubblica riferisce che il nuovo Cup regionale rischia un ulteriore ritardo: il Tar ha annullato l’aggiudicazione e imposto di tornare alla fase di valutazione delle offerte. Il nodo, secondo i giudici, sta nella sottostima del costo del lavoro e nella documentazione ritenuta insufficiente presentata dal raggruppamento vincitore guidato da Gpi. L’assessore alla Sanità Federico Riboldi fissa in trenta giorni il tempo per la rivalutazione, garantendo trasparenza e assenza di blocchi dei servizi. Sullo sfondo resta un cronoprogramma già slittato dall’inizio del 2026 al 2027.
Nuovo Cup, i giudici invalidano la maxigara — La Stampa, p. 44, Alessandro Mondo
La Stampa parla di “nuova tegola” sul Cup regionale, definito dalla Regione uno strumento essenziale per ridurre le liste d’attesa. Il Tar ha accolto il ricorso del secondo classificato e ha disposto la retrocessione della procedura alla fase di valutazione della sostenibilità e congruità delle offerte. Al centro della decisione ci sono ancora una volta i costi del personale a partita Iva, ritenuti non adeguatamente documentati. L’assessorato conferma l’esecuzione della sentenza entro trenta giorni, ma l’articolo sottolinea che i tempi del nuovo servizio si allungano ancora.
“No a Basaglia patrimonio Unesco, mio padre non va imbalsamato” — la Repubblica Torino, p. 25, Sara Scarafia
Alberta Basaglia contesta la proposta di candidare il pensiero di Franco Basaglia a patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, perché teme che ciò lo trasformi in un’“icona morta del passato” invece che in una pratica viva. Nell’intervista richiama l’eredità della legge 180 e denuncia una “sistematica demolizione” della pratica basagliana, con il rischio di un ritorno a coercizione, medicalizzazione estrema e negazione dei diritti. Sostiene che oggi servirebbe riprendere il modello di rete territoriale aperta ventiquattr’ore su ventiquattro sperimentato a Trieste. Il punto centrale è che la memoria di Basaglia, secondo la figlia, ha senso solo se sostiene chi lavora per una salute mentale non coercitiva.
Basta retorica nel nome di Franco — la Repubblica Torino, p. 25, Luigi Manconi
Nel commento Luigi Manconi sostiene che trasformare Franco Basaglia in patrimonio immateriale Unesco produrrebbe soprattutto una celebrazione retorica e innocua. Il testo lega questa “imbalsamazione” simbolica a un contesto presente definito desolante, in cui viene insidiata l’universalità del servizio sanitario nazionale. Manconi ricorda che le difficoltà nell’attuazione della riforma psichiatrica non derivarono dalla legge, ma dall’inerzia politica e amministrativa. Il commento difende dunque l’attualità critica del pensiero basagliano e ne rifiuta una riduzione monumentale.
Senza diploma si finse medica: tre anni per truffa — la Repubblica Torino, p. 56, firma non indicata nel box
Il box racconta la condanna a tre anni per Enrica Massone, che pur avendo soltanto la terza media aveva lavorato come medico e visitato 160 pazienti al pronto soccorso di Bordighera. Secondo il testo, si era presentata come specialista in medicina interna, dichiarando false credenziali universitarie e professionali, ed era stata reclutata da una società di gettonisti. Oltre alla pena e alla multa, dovrà risarcire Asl 1 Imperia, Ordine dei medici di Milano e Cura Medica. L’articolo ricorda anche una precedente condanna definitiva per fatti commessi come amministratrice di sostegno di una coppia di anziani.
