Rassegna 24 giugno 2026

Dopo alcuni giorni dominati da governance sanitaria piemontese, caldo estremo e non autosufficienza, oggi la rassegna mette in primo piano tre questioni di fondo: la fragilità dei servizi di salute mentale, la continuità concreta delle cure e alcune scelte di politica sanitaria nazionale.

La Stampa

24 giugno 2026, La Stampa, ed. Torino, p. 18 (Caterina Stamin)

Torino, il suicidio di Mihaela e la morte della figlia
Si indaga sul percorso di cura. Il centro di salute mentale respinge le accuse della famiglia. “Appuntamento dopo tre mesi? Falso, non si presentava alle visite”
La procura di Torino ha aperto un fascicolo per omicidio doloso sulla morte di Mihaela Belecciu e della figlia tredicenne Isabella Cojocariu, e sta verificando se nel percorso sanitario della donna vi siano state omissioni. I familiari sostengono che Mihaela, in una condizione di profonda depressione e già reduce da tentativi di suicidio, avesse chiesto aiuto senza ottenerlo in modo adeguato. Flavio Vischia, direttore della Psichiatria Nord Ovest e del Dipartimento Dipendenze dell’Asl Città di Torino, smentisce che le fosse stato dato un appuntamento a tre mesi e parla invece di appuntamenti fissati, talvolta anche disdetti. L’Asl ha trasmesso alla procura la documentazione sulle cure erogate e ha avviato una riflessione interna sul caso.

24 giugno 2026, La Stampa, ed. Torino, p. 42 (Alessandro Mondo)

Carenza di medici e ricoveri in aumento
A rischio i servizi della salute mentale
A un anno dall’annuncio regionale di un Dipartimento dedicato alla salute mentale con dirigente e personale proprio, il bando per la scelta del responsabile non risulta ancora indetto. L’articolo colloca questo ritardo in un quadro di crescita del disagio: in Piemonte 900 mila persone convivono con situazioni di disagio psicologico e disturbi mentali sottosoglia, mentre 74 mila sono in carico ai Dipartimenti di salute mentale. La presa in carico regionale viene descritta come superiore alla media nazionale, ma a fronte di una dotazione di personale inferiore e di livelli più alti di accesso al pronto soccorso e di ricovero. Gli psichiatri avvertono che la carenza di medici rischia di compromettere la tenuta dei servizi.

24 giugno 2026, La Stampa, ed. Torino, p. 42 (Alessandro Mondo)

Persi nel labirinto dei farmaci
Il 50% abbandona le terapie
Un’indagine del San Luigi Gonzaga descrive una forte difficoltà nell’aderenza terapeutica tra i pazienti cronici: oltre la metà dichiara di dimenticare almeno una somministrazione alla settimana. Tra le cause indicate compaiono la complessità dei piani di cura, i problemi di memoria, i timori sugli effetti collaterali e le barriere organizzative e comunicative. Le terapie inalatorie risultano particolarmente critiche, perché sei pazienti su dieci dicono di non sentirsi del tutto sicuri nell’uso del dispositivo. Il direttore Davide Minniti insiste sulla necessità di semplificare i percorsi terapeutici e di rafforzare la relazione stabile fra pazienti e professionisti.

Il Fatto Quotidiano

24 giugno 2026, Il Fatto Quotidiano, ed. nazionale, p. 6 (Lorenzo Giarelli e Marco Palombi)

Costi sballati e troppi poteri. Autonomia ancora bocciata
Il Servizio Bilancio del Parlamento stronca le pre-intese con 4 Regioni del Nord: sulla salute aggirati i Lep imposti dalla Consulta
L’articolo riferisce che il Servizio Bilancio di Camera e Senato considera le pre-intese sull’autonomia differenziata di Lombardia, Veneto, Liguria e Piemonte fuori dal perimetro indicato dalla Consulta e dannose per il bilancio statale, in particolare sul versante della salute. Secondo il testo, le Regioni chiedono di poter definire le tariffe di rimborso delle strutture sanitarie e altri poteri senza che siano chiarite le modalità di copertura dei maggiori costi o delle minori entrate. Viene richiamato anche il vincolo dei Lep, che secondo la ricostruzione non può essere aggirato. Per la Lombardia i tecnici ipotizzano inoltre il tentativo di trattenere residui di bilancio per quasi 11 miliardi.

La Verità

24 giugno 2026, La Verità, ed. nazionale, p. 21 (Giuliano Guzzo)

Con il suicidio assistito agevolato la società eliminerà chi è “inutile”
Alla Consulta, l’allarme dei malati incurabili che si ribellano alla morte programmata
L’articolo ricostruisce l’udienza davanti alla Corte costituzionale sulla legittimità dell’articolo 580 del Codice penale, nella parte in cui non consente il suicidio assistito in assenza della necessità di un trattamento di sostegno vitale. Accanto alle posizioni favorevoli a un ampliamento dell’accesso, il giornale riferisce l’intervento di otto malati contrari all’allargamento dei criteri. I loro legali hanno contestato anche la competenza territoriale del giudice che ha sollevato la questione e hanno sostenuto che far saltare il requisito del sostegno vitale renderebbe molto più accessibile la morte assistita. Il testo riporta il timore che, per persone fragili o gravemente malate, il suicidio assistito venga presentato come una soluzione disponibile “sul tavolino”.

il manifesto

24 giugno 2026, il manifesto, ed. nazionale, p. 10 (Andrea Capocci)

Farmaci, spesa fuori controllo
Big Pharma ha incassato quasi 25 miliardi dallo Stato: 1,5 in più dell’anno precedente
L’articolo richiama i dati Aifa 2025, secondo cui la spesa pubblica per i farmaci ha sfiorato i 25 miliardi, con un aumento di 1,5 miliardi sull’anno precedente e uno sforamento di oltre 4 miliardi rispetto al tetto fissato. Il testo ricorda che metà dello sforamento dovrebbe ricadere sulle aziende tramite il meccanismo del payback, mentre Farmindustria ne chiede il superamento e difende il settore. Viene citata anche la revisione del prontuario, con rimborsi ancorati al prezzo più basso tra medicinali di pari indicazione ed efficacia. Schillaci, riportato nell’articolo, dice di non voler far pagare di più ai cittadini e prova a mediare tra Aifa e aziende.

24 giugno 2026, il manifesto, ed. nazionale, p. 10 (Andrea Capocci)

Arriva la firma: per i medici di base sei ore settimanali nelle Case di comunità
L’articolo segnala che, salvo sorprese, sindacati e Regioni sono in procinto di firmare un’intesa che obbliga i medici di base a lavorare fino a sei ore settimanali nelle Case di comunità. Il testo definisce l’accordo “al ribasso”, ma sufficiente a rispettare la scadenza del Pnrr fissata al 30 giugno. La misura viene inserita in una fase di tregua con i medici di medicina generale. Resta aperto il nodo di come l’obbligo si tradurrà nella pratica dell’assistenza territoriale.

Corriere Torino

24 giugno 2026, Corriere Torino, ed. Torino, p. 7 (Simona Lorenzetti)

Le cartelle cliniche di Mihaela sono ora al vaglio della procura
La donna soffriva di depressione, la famiglia accusa: “Non è stata aiutata”. L’Asl: “La stavamo curando”
Il Corriere riferisce che la procura ha acquisito le cartelle cliniche e le schede sanitarie di Mihaela Belecciu, morta dopo avere ucciso la figlia tredicenne Isabella. Secondo i familiari, la donna aveva perso contatto con la realtà, aveva già tentato il suicidio e non aveva ricevuto l’aiuto necessario dal centro di salute mentale, dove non ci sarebbero stati appuntamenti disponibili prima di settembre. L’ex marito, rientrato dalla Svizzera, è stato sentito dagli investigatori e ha negato sia una situazione di conflitto sia minacce. L’Asl replica di averla in cura e di avere inviato alla procura tutta la documentazione relativa alle prestazioni erogate.