Rassegna 20 luglio 2026
La giornata mette a fuoco una sicurezza che non può essere ridotta all’ordine pubblico: riguarda insieme chi attraversa una crisi psichica, chi presta cura e chi dipende da servizi continuativi. La morte di Abderrahim Fakir durante l’immobilizzazione, riletta da Cristina Soldi alla luce del TSO in cui morì il fratello Andrea, si affianca ai 1.621 episodi di aggressione contro sanitari registrati in Piemonte: due facce di sistemi che chiedono formazione, organici e protocolli chiari. Le rassegne di giugno avevano già segnalato ritardi nei servizi di salute mentale, carenze di personale e famiglie esposte sul fronte della non autosufficienza; oggi le lettere su RSA, ADI e quote sociosanitarie confermano che il costo dei vuoti pubblici ricade ancora sulle famiglie. L’innovazione digitale e l’economia sociale offrono strumenti utili, ma non possono sostituire ascolto, centri diurni e finanziamenti adeguati.
Corriere della Sera Torino
Piemonte, quattro aggressioni al giorno ai danni di medici e infermieri in ospedale *Corriere della Sera Torino, 20 luglio 2026, p. 5 – Simona De Ciero*
*I dati dell’Osservatorio sulla sicurezza: la maggior parte sono donne. E molti casi non vengono denunciati*
Nel 2025 l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie ha registrato in Piemonte 1.621 aggressioni, oltre quattro al giorno, con 2.207 professionisti coinvolti. Le donne rappresentano il 72% delle vittime e gli infermieri il 61%; il pronto soccorso concentra 527 episodi, seguito dai reparti di degenza e dai servizi psichiatrici di diagnosi e cura. Nell’87% dei casi si tratta di violenza verbale, nel 26% di violenza fisica e nel 10% di danni a beni o attrezzature, con una quota di episodi che non viene segnalata. I sindacati chiedono che norme e protocolli siano accompagnati da personale, organizzazione, formazione e sistemi di sicurezza effettivi.
Garantire l’intervento nei reparti psichiatrici *Corriere della Sera Torino, 20 luglio 2026, p. 5 – s.d.c.*
Dopo l’aggressione a un medico e a un’infermiera nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell’ospedale Martini, la Società italiana di epidemiologia psichiatrica e l’Associazione Luca Coscioni hanno chiesto al Viminale di ritirare o aggiornare la circolare del 2019 sull’intervento delle forze dell’ordine nei reparti psichiatrici. Secondo i firmatari, sovrapporre il trattamento sanitario obbligatorio alla gestione di un’aggressione in corso può creare incertezze e ritardare i soccorsi. La richiesta è di distinguere emergenze cliniche, trattamenti obbligatori e reati, definendo un protocollo nazionale condiviso dai ministeri dell’Interno, della Salute e della Giustizia.
Io, picchiato da un paziente. In pronto soccorso serve un presidio fisso della polizia *Corriere della Sera Torino, 20 luglio 2026, p. 5 – S. D. C.*
*Il 61enne di Chieri: sempre più spesso insulti e violenza*
Un infermiere di 61 anni del pronto soccorso di Chieri racconta l’aggressione subita due mesi fa da un paziente portato dal 118 in stato di alterazione: nel tentativo di impedirgli di cadere dalla barella è stato afferrato al collo ed è finito a terra, riportando graffi e una contusione alla spalla. Pur avendo una prognosi di una settimana, è rientrato dopo tre giorni per non lasciare scoperti i turni. Descrive la violenza come l’ultimo passaggio di una sequenza fatta di insulti, pretese e mancato rispetto delle priorità del pronto soccorso. Ritiene utile un presidio fisso delle forze dell’ordine, pur riconoscendo la difficoltà di realizzarlo, e continua a dichiarare rispetto per la professione.
la Repubblica
Bloccato a terra dagli agenti muore ammanettato. L’ultimo grido: «Aiuto, basta» *la Repubblica, 20 luglio 2026, p. 2-4 – Giuseppe Baldessarro, Alessandra Arini e Miriam Di Peri*
*Bologna, in un filmato l’agonia di un 42enne sotto gli occhi dei soccorritori. Aperta un’inchiesta*
La Repubblica ricostruisce la morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, immobilizzato a terra da due agenti con l’aiuto di un civile mentre chiedeva aiuto, sotto gli occhi dei soccorritori del 118. La polizia era intervenuta dopo le segnalazioni di una persona in stato di forte agitazione; sono stati usati spray urticante e fascette, mentre il video di un residente e le bodycam degli agenti sono stati acquisiti dall’autorità giudiziaria. L’autopsia dovrà chiarire le cause del decesso e l’eventuale concorso di più fattori; la famiglia descrive Fakir, arrivato in Italia da bambino e impiegato come facchino, come una persona inoffensiva. Le reazioni politiche si dividono tra chi difende la professionalità dell’intervento e chi chiede verifiche sulle modalità di immobilizzazione e sul mancato soccorso immediato.
Soldi: «In quell’uomo morto a Bologna ho rivisto Andrea. Inutili tutte le nostre lotte» *la Repubblica Torino, 20 luglio 2026, p. 5 (PDF 39) – Giada Lo Porto*
*Nel 2015 suo fratello subì un trattamento simile durante un TSO: «Chi indossa una divisa deve saper gestire la fragilità»*
Cristina Soldi collega le immagini della morte di Abderrahim Fakir al trattamento sanitario obbligatorio durante il quale morì nel 2015 suo fratello Andrea, affetto da schizofrenia. Sostiene che il TSO debba restare l’ultima soluzione e che la cura debba unire farmaci, ascolto psicologico e attività nei centri diurni, servizi che molte persone riferiscono di non trovare. Chiede formazione per chi interviene nelle crisi, identificativi per le forze dell’ordine e investimenti nella salute mentale a partire dalla scuola. Richiama inoltre la necessità di ospedali psichiatrici accoglienti e di una risposta specifica al disagio giovanile cresciuto dopo la pandemia.
Naya, coach e confidente virtuale per ritrovare il benessere emotivo *la Repubblica Torino, 20 luglio 2026, p. 8 (PDF 42) – Simone Bianchetta*
*Il chatbot di Bmind ascolta, elabora e fa da ponte con gli psicologi, interrompendo la conversazione in presenza di segnali di pericolo*
La startup torinese Bmind ha avviato la versione beta di Naya, un chatbot per il benessere emotivo sviluppato con psicologi, psicoterapeuti e ingegneri. L’azienda precisa che lo strumento non sostituisce terapeuta o terapia, ma vuole offrire un primo accesso e orientare verso professionisti qualificati. Se il sistema rileva dipendenza, violenza verso altri o verso sé stessi, la conversazione viene interrotta e l’utente viene indirizzato a uno psicologo o ai servizi di emergenza; i dati sono dichiarati anonimi e conservati su server europei. Il progetto punta a entrare in università e istituzioni, dove la domanda di supporto psicologico supera la disponibilità degli sportelli.
La Stampa
Più RSA e più posti letto per garantire l’assistenza * La Stampa, 20 luglio 2026, p. 27 – Bruno Ferrarotti*
In una lettera al direttore, Bruno Ferrarotti attribuisce alla separazione tra prestazioni sociosanitarie e socio-assistenziali, introdotta dal DPCM dell’8 agosto 1985, una parte delle difficoltà attuali nell’assistenza agli anziani cronici non autosufficienti. Richiamando il documento tecnico preparatorio del piano sociosanitario piemontese 2025-2030, cita 255 mila anziani non autosufficienti, il 78% assistito a domicilio, il 12% in RSA e il 16% raggiunto dall’assistenza domiciliare integrata per una media di nove ore annue. Sostiene che il carico continui a ricadere in larga misura sulle famiglie e sulle assistenti familiari, nonostante i programmi regionali. Propone più RSA e posti letto, convenzionamenti generalizzati, superamento dei posti interamente privati e stanziamenti adeguati.
Cirio pensi prima agli anziani e poi al Lingotto *La Stampa, 20 luglio 2026, p. 47 (PDF 55) – Nella Fantino*
Una lettrice richiama il dovere della Regione Piemonte di pagare la quota sociosanitaria alle persone non autosufficienti che vivono in RSA, collegandolo al diritto a trascorrere con dignità gli ultimi anni di vita. Critica la mancanza di copertura economica per migliaia di famiglie e contrappone questa carenza all’investimento per l’acquisto dei locali di GL Events. La richiesta è di considerare gli anziani una priorità nelle scelte di spesa regionale.
