Rassegna 2 giugno 2026
La giornata del 2 giugno porta con sé un paradosso che non si può ignorare: mentre i giornali celebrano gli ottant’anni della Repubblica e il suo articolo 32 — «La Repubblica tutela la salute» — le notizie di cronaca raccontano ospedali bloccati da decenni, fondi per i non autosufficienti tagliati e poi faticosamente ripristinati, appalti sanitari sospetti, e una bambina di due anni morta senza che nessun servizio sociale sia intervenuto. Il divario tra il principio costituzionale e la sua applicazione quotidiana non potrebbe essere più evidente. Le testate torinesi monitorano dall’esterno un sistema sanitario regionale che cresce lentamente in termini di infrastrutture, mentre sul versante dell’assistenza alle persone più vulnerabili i progressi restano episodici e condizionati dalla disponibilità di bilancio.
Corriere della Sera Torino
Gli ospedali infiniti p. 6 — Simona De Ciero
Torino, Cuneo e Novara raccontano tre storie diverse ma legate da un filo comune: la difficoltà di tradurre i progetti sanitari in opere concrete. A Novara, la Città della Salute e della Scienza nasce — stando al Corriere, che la data la indica nel 1908 (da verificare) — da un progetto molto risalente: il contratto con il consorzio Sis-Nocivelli è stato firmato solo il 30 aprile 2026, da 530 milioni di euro, con apertura prevista nel 2032. A Cuneo, sedici candidature si sono presentate al bando per il progetto di fattibilità del nuovo polo ospedaliero, finanziato con fondi Inail. A Torino, il Parco della Salute — oltre 600 milioni di investimento — è finito sotto la lente della Procura, che ha acquisito documentazione sull’appalto e sull’attività del responsabile unico del procedimento. L’articolo segnala inoltre una coincidenza: Marco Corsini, commissario straordinario di Novara, è figura già legata al Parco della Salute di Torino, e il consorzio Sis-Nocivelli compare in entrambe le operazioni. La Regione dispone di cinque miliardi per il piano complessivo di edilizia sanitaria, ma i ritardi accumulati si misurano in decenni.
La Stampa
Diagnosi dei nei su smartphone: «Senza l’uomo, l’IA è un rischio» p. 45 — Alessandro Mondo
Il primario di Dermatologia del Mauriziano di Torino, Paolo Broganelli, mette in guardia dal ricorso autonomo alle applicazioni di intelligenza artificiale per la valutazione dei melanomi, il cui uso è in costante aumento. I sistemi di IA raggiungono performance diagnostiche elevate — fino al 100% di sensibilità per il melanoma invasivo in alcuni studi — ma solo in combinazione con lo specialista: la cooperazione uomo-IA supera significativamente ciascuno dei due da solo. Il Mauriziano è l’unico ospedale in Piemonte dotato di apparecchiatura ad altissima risoluzione per il confronto nel tempo delle neoformazioni cutanee. Broganelli sottolinea che la carenza di dermatologi è un problema globale e che affidarsi unicamente all’algoritmo, scegliendo la lesione sbagliata da analizzare, può aggravare il rischio per la vita del paziente.
La Repubblica Torino
In arrivo gli aiuti per le persone non autosufficienti p. 2 (supplemento TO) — Andrea Gatta
La Regione Piemonte ha approvato l’assestamento di bilancio 2026 — 158,8 milioni di euro — che include il ripristino dei fondi sottratti a inizio maggio per far fronte al disavanzo della sanità: un taglio da quasi 117 milioni che aveva suscitato le proteste dell’opposizione. Nell’assestamento è previsto anche il reintegro dei 32 milioni tagliati sul welfare; entro giugno i consorzi dei servizi sociali riceveranno 28 milioni del Fondo nazionale Politiche sociali. Il governo centrale aveva accusato il Piemonte di essere «l’unica regione a non aver anticipato i fondi a consorzi e famiglie nonostante l’invito del ministero». Il vicepresidente Maurizio Marrone assicura che nell’arco di un mese arriveranno finalmente i soldi attesi da mesi dai non autosufficienti. Il documento è ancora una bozza: la parifica definitiva della Corte dei Conti è attesa nella seconda metà di luglio.
All’ospedale di Novara bloccata l’assegnazione di due maxi-appalti p. 4 (supplemento TO) — Giada Lo Porto
All’azienda ospedaliera Maggiore della Carità di Novara sono state definitivamente naufragate due gare per l’aggiornamento delle apparecchiature biomediche e del servizio di risonanza magnetica, per un valore di circa 5 milioni. La segnalazione è partita dal consigliere regionale dei 5 Stelle Pasquale Coluccio: i controlli incrociati hanno rivelato che la stessa ditta destinataria si era già aggiudicata nel 2017 una maxi-gara in partenariato pubblico-privato per la gestione delle stesse risonanze, e che i macchinari non sarebbero ancora nella piena proprietà dell’istituto, configurando «il rischio di un vantaggio economico non adeguatamente giustificato». Il direttore generale aprirà un’istruttoria interna. Nell’articolo compare anche la notizia delle sedici candidature al bando per il nuovo polo ospedaliero di Cuneo.
La vicenda novarese è trattata in parallelo anche dal Corriere della Sera Torino (p. 6), che ne fornisce una lettura più ampia nel contesto regionale dell’edilizia sanitaria.
Il servizio sanitario e l’idea del 2 giugno p. 11 (supplemento «Scelti per voi») — Renata Gili
La rubrica fissa «Una mela al giorno» sceglie la data del 2 giugno per ricordare le origini del Servizio Sanitario Nazionale: la legge 833 del 1978 ha trasformato la salute in un diritto universale, indipendentemente dalle condizioni socioeconomiche di chi ne ha bisogno. I risultati a distanza di quasi cinquant’anni sono definiti «strepitosi» — aspettativa di vita di 81 anni per i maschi, 85 per le femmine — ma la rubrica chiude con un appello esplicito: «difendere il Servizio Sanitario Nazionale affinché la salute non sia un privilegio riservato a chi può permetterselo».
La Verità
E questa volta i servizi sociali dov’erano? p. 16 — Mirella Molinaro
L’articolo ricostruisce la morte della piccola Beatrice, due anni, trovata senza vita a Bordighera lo scorso febbraio. I medici legali hanno riscontrato lesioni «non compatibili» con una caduta; le sorelline hanno descritto agli inquirenti una quotidianità «terrificante» di violenza fisica e verbale. Il compagno della madre, Manuel Iannuzzi, è accusato di maltrattamenti aggravati che hanno causato la morte della bambina. La madre non ha mai portato la piccola al pronto soccorso nonostante le lesioni evidenti, mostrando una «ritrosia» — così la definiscono gli inquirenti — che gli investigatori collegano al timore di domande dei sanitari. Il titolo pone direttamente la questione dell’assenza dei servizi sociali: una domanda che resta senza risposta nell’articolo e che è al cuore delle politiche di tutela dei soggetti più vulnerabili. Nella stessa pagina, due episodi di rigidità sproporzionata nei confronti di minorenni sui mezzi pubblici: a Vicenza, un quindicenne con disabilità che aveva avvertito il conducente di non avere con sé l’abbonamento è stato fatto scendere dal bus di sera, sotto la pioggia; a Zero Branco, un coetaneo che aveva superato la propria fermata per un colpo di sonno si è visto comminare una multa da 58 euro.
