Rassegna 15 giugno 2026
Le lavoratrici domestiche che assistono anziani e persone non autosufficienti sono 62.000 in Piemonte — e la metà lavora in grigio, senza tutele, senza diritti previdenziali. Sullo sfondo, la ricerca oncologica di Candiolo festeggia quarant’anni di lavoro.
La Stampa
«Vivo nella sofferenza e chiedo di poter morire. Lo Stato smetta di ignorare la mia scelta»
p. 19 — Elisa Forte
Domenico Zuccarella ha 59 anni, viene da Giussano, faceva l’imbianchino. Dal 2009 la sclerosi multipla lo ha ridotto a muovere tre dita della mano sinistra. Vive tra letto e carrozzina, viene imboccato, dipende dagli altri per ogni gesto. L’8 novembre 2025 ha chiesto all’azienda sanitaria di Legnano di verificare i requisiti per il suicidio medicalmente assistito. Sette mesi dopo non ha ricevuto risposta, nonostante le linee guida regionali lombarde fissino in 145 giorni il termine massimo per concludere l’iter — termine già abbondantemente scaduto. Il Collegio di valutazione lo ha incontrato sei volte, tra psichiatri, psicologi e medici legali, senza giungere a nulla. L’Associazione Luca Coscioni ha diffidato l’azienda. Il risultato: silenzio. Zuccarella racconta di essersi sentito «un numero, una pratica da sbrigare», e individua nell’assenza di una legge nazionale sul fine vita il principale ostacolo burocratico che paralizza chi dovrebbe decidere. Un caso che rimette al centro la questione di sempre: il diritto all’autodeterminazione delle persone malate esiste sulla carta, ma nella realtà clinica e amministrativa italiana resta sospeso in un limbo che nessuno sembra voler chiudere.
Il racconto (elzeviro, senza titolo tematico separato)
p. 23 — Maurizio Maggiani
Attraverso un lungo racconto che parte dalla piazza di Cavriago e arriva a Reggio Emilia, Maurizio Maggiani porta all’attenzione il Consorzio Oscar Romero: tredici cooperative sociali che da oltre un decennio gestiscono uno spazio di inserimento lavorativo effettivo per persone con disabilità, ex tossicodipendenti, richiedenti asilo, carcerati. Il luogo si chiama La Polveriera ed è ricavato da una vecchia struttura militare: botteghe, imprese, prodotti e servizi in competizione nel mercato, realizzati da chi il sistema considererebbe a malapena capace di «impagliare sedie». Maggiani ricorda le battaglie degli anni Settanta contro le «istituzioni concentrazionarie» — manicomi, istituti, luoghi di esclusione — e la lunga strada percorsa per affermare il diritto all’equità delle occasioni per chiunque, «indipendentemente dallo svantaggio di partenza». Un modello di welfare di comunità che non si limita all’enunciazione ma produce bilanci in pareggio, lavoro vero, destini costruiti. Nell’archivio di questa rassegna il tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità è ricorrente; un pezzo come questo ricorda che le risposte concrete esistono, e non sempre vengono dalle istituzioni.
«A Candiolo hanno salvato mia moglie, ero attento alla solidarietà, ora di più»
p. 47 (ed. Torino) — Paolo Ferrari
A quarant’anni dalla fondazione, l’Istituto di Candiolo–IRCCS festeggia con una serata al Teatro Regio. Tra gli artisti presenti Paolo Belli, la cui storia personale si intreccia con quella del polo oncologico piemontese: due anni fa alla moglie Deanna è stato diagnosticato un tumore, e la coppia si è rivolta a Candiolo trovando, racconta, dedizione, competenza e continuità di cura. Dall’esperienza ha tratto la spinta a usare la propria visibilità per incoraggiare la prevenzione e la fiducia nella medicina specialistica, contro il ricorso a pratiche alternative che giudica il frutto di «fragilità culturali e psicologiche». L’articolo segnala anche la 25ª edizione della StraCandiolo, la corsa solidale che ha richiamato circa mille partecipanti e raccolto 15.000 euro per i progetti scientifici e assistenziali dell’Istituto.
Corriere della Sera Torino
Colf e badanti, gli «invisibili» del lavoro domestico: «Servono maggiori tutele»
p. 6 — Nicolò Fagone La Zita
In occasione della Giornata internazionale del lavoro domestico, Filcams Cgil Torino ha organizzato un presidio davanti a Palazzo Lascaris per riportare al centro del dibattito pubblico la condizione di oltre 62.000 lavoratrici e lavoratori del settore in Piemonte — in Italia oltre 1,7 milioni in regola, più del triplo considerando il lavoro sommerso. La realtà è composta in larga parte da donne straniere impiegate nell’assistenza domiciliare a persone non autosufficienti, in condizioni di isolamento, dipendenza da un unico datore di lavoro e difficile accesso agli strumenti di tutela. Il sindacato chiede alla Regione Piemonte misure contro il lavoro irregolare, un fondo per coprire malattia e infortuni, maggiore sostegno alle famiglie che assumono in modo regolare e investimenti nei servizi pubblici di cura. La segretaria generale Germana Canali ha riassunto la posizione con una formula netta: dare diritti alla cura significa riconoscerne il valore per tutta la società.
Linus, Bersani e gli altri alla festa per Candiolo
p. 11 — breve redazionale
Il Corriere segnala brevemente la serata al Teatro Regio per i quarant’anni della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro di Candiolo: direzione artistica di Linus, presenti Samuele Bersani, Levante, Paolo Belli, Diodato, Neri Marcorè, Giovanni Allevi e Cristina Chiabotto, oltre al governatore Cirio, al sindaco Lo Russo e — soprattutto — a ricercatori e pazienti dell’Istituto.
