Rassegna 11 luglio 2026
Gli indicatori ministeriali premiano il Piemonte, ma gli stessi articoli ricordano che liste d’attesa e carenza di personale restano irrisolte. Non basta una buona classifica se l’accesso reale alle prestazioni resta quanto meno faticoso o se la vulnerabilità viene lasciata esposta.
La Stampa
Il Piemonte è la quarta migliore in Italia P. 43 — Diego Molino
La Stampa segnala che il Piemonte sale al quarto posto nella graduatoria Lea 2024 del Ministero della Salute, prima regione del Nord-Ovest e davanti alla Lombardia. Il punteggio complessivo è di 272 punti, con sufficienza in tutte le macro-aree: 95 nella prevenzione, 90 nell’assistenza distrettuale e 87 nell’ospedaliera. Nel pezzo rientrano anche indicatori che toccano direttamente la presa in carico, come screening, coperture vaccinali e trattamento socio-sanitario domiciliare degli anziani non autosufficienti. Cirio e Riboldi leggono il dato come un riconoscimento agli investimenti sul servizio pubblico e al ridimensionamento del ricorso ai gettonisti.
Corriere della Sera Torino
Da CityLife e Taipei all’ospedale col parco P. 4 — Paolo Coccorese
Nel Corriere Torino il futuro ospedale di Torino Nord viene raccontato attraverso l’intervista alla paesaggista Margherita Brianza. L’idea è che il nuovo Maria Vittoria nasca in integrazione con la Pellerina e che il verde diventi parte del percorso di cura, non semplice cornice. Brianza descrive il sito come un’area oggi degradata e impermeabile, da bonificare, e parla di un progetto con filari conservati, nuovi alberi e spazi aperti alla città. Nel quadro compaiono anche giardini sensoriali pensati per persone fragili, malati di Alzheimer e ragazzi autistici, mentre resta aperto il contenzioso dei comitati contrari.
la Repubblica
Sanità, forte divario Nord-Sud. Veneto al top e Calabria ultima P. 24 — Michele Bocci
Il quotidiano legge i dati del Sistema di garanzia del Ministero come una conferma della frattura territoriale del Servizio sanitario nazionale. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana guidano la classifica; il Piemonte è quarto con 272 punti, mentre in coda restano Calabria, Molise, Sicilia, Basilicata e Bolzano. Il ministero sottolinea il miglioramento generale e la riduzione delle insufficienze, ma l’articolo mette questi risultati a confronto con altri indicatori pubblici: rinuncia alle cure per costi e tempi, crescita della spesa privata, finanziamento del sistema giudicato insufficiente. È un contrasto che pesa, perché restituisce la distanza tra valutazione formale e accesso effettivo.
La sanità piemontese è promossa, quarta in Italia per qualità di cure P. 45 — Adele Palumbo
Nel focus locale, la Repubblica riprende lo stesso monitoraggio e insiste sul buon posizionamento del Piemonte nelle tre aree di valutazione: prevenzione, territorio e ospedali. I punteggi riportati sono 95, 90 e 87, e il servizio osserva che si tratta di una metrica diversa da quella che misura direttamente il problema delle liste d’attesa. Cirio e Riboldi rivendicano il risultato, ma ammettono che personale e tempi di accesso restano i nodi aperti. In controluce si vede il punto politico: una sanità che migliora nei parametri ministeriali ma continua a essere discussa sul terreno dell’esperienza concreta dei cittadini.
