Rassegna 11 giugno 2026

Mancano venti giorni al 30 giugno, la data entro cui le Case di comunità finanziate dal PNRR avrebbero dovuto essere operative per consentire all’Italia di incassare la rata europea corrispondente. In Piemonte, a quella scadenza si arriva con 463 medici di famiglia mancanti all’appello, altri 433 in procinto di andare in pensione entro il 2028, e una giunta regionale che per colmare i vuoti di organico nelle nuove strutture punta su specializzandi e neolaureati abilitati. È la fotografia che emerge oggi in parallelo dal Corriere della Sera Torino e da La Stampa, e che si inserisce in una storia già documentata: a marzo 2026 le Case di comunità pienamente operative in Piemonte erano 5 su 96; a giugno il governo ha definitivamente archiviato la riforma Schillaci che avrebbe potuto riempirle. Le risorse ci sono, le strutture in molti casi anche. Quello che manca è una scelta politica capace di mettere personale stabile dove il bisogno è quotidiano.

 

Corriere della Sera Torino

Case di comunità: pochi medici, ecco i laureandi p. 4

La consigliera regionale Vittoria Nallo (Italia Viva) commenta i dati forniti dalla Regione sull’organico della medicina di base in Piemonte: mancano oggi 463 dottori, altri 433 andranno in pensione entro il 2028. La giunta ha indicato come soluzione di riempire i turni nelle Case di comunità con specializzandi, neolaureati abilitati, medici ospedalieri e specialisti ambulatoriali. Per Nallo si tratta di un segnale inequivocabile di difficoltà sistemica: senza medici di famiglia stabili le nuove strutture non riusciranno ad alleggerire i pronto soccorso né a garantire servizi continuativi ai cittadini.

 

La Stampa

Case di comunità, pochi i medici di famiglia — Specializzandi e neolaureati tappano i buchi p. 35, Alessandro Mondo

La Regione ha stabilito che i medici di medicina generale debbano destinare le loro ore prioritariamente alle Case di comunità, e solo in subordine agli ambulatori tradizionali. Nella fase iniziale, tuttavia, i vuoti verranno coperti con figure integrative: specializzandi, neolaureati, medici in distacco dagli ospedali. Il segretario Fimmg Piemonte Roberto Venesia non esclude che l’obiettivo PNRR sia compatibile con la tutela del ruolo dei medici, ma avverte che le nuove strutture saranno una risorsa solo se offriranno servizi integrativi e non sostitutivi rispetto alle cure territoriali già esistenti.

Cannabis terapeutica, la giunta frena — “Puntiamo sulle farmacie pubbliche” p. 40, Giulia Ricci

La proposta di Avs di estendere anche alle farmacie private la dispensazione di cannabis terapeutica a carico del SSN trova la resistenza dell’assessore Riboldi, che preferisce risolvere prima i problemi delle farmacie ospedaliere. Il nodo è concreto: i pazienti che non riescono a reperire il farmaco attraverso le Asl di appartenenza sono costretti ad acquistarlo privatamente, con costi fino a 450 euro al mese. La Lega ha aperto alla modifica; lo scoglio è Fratelli d’Italia, che teme l’apertura alle farmacie private come un alleggerimento inaccettabile delle regole d’accesso.

Poirino si sfila dal Consorzio chierese — Per aderire al Cisa 31 di Carmagnola p. 46

Il Comune di Poirino ha deliberato di abbandonare il Consorzio Socio Assistenziale del Chierese per aderire al CISA 31 di Carmagnola a partire dal gennaio 2028, motivando la scelta con la scarsa qualità dei servizi erogati e un risparmio annuo stimato in 120.000 euro. L’associazione AMA, che assiste malati di demenza e le loro famiglie nel territorio dell’Asl TO5, ha contestato la mancanza di trasparenza nella decisione e ha denunciato i rischi per la continuità dei servizi e per la conoscenza storica accumulata dagli assistenti sociali nel territorio.