Rassegna 1 agosto 2026

La Verità

È morto don Mazzi, il prete «vip» che fondò Exodus

Il sacerdote aveva 96 anni

Don Antonio Mazzi è morto a 96 anni dopo una vita dedicata soprattutto ai ragazzi e al recupero dalle dipendenze. L’articolo ricorda la fondazione di Exodus al Parco Lambro, l’impostazione educativa delle comunità e la sua lunga presenza nei mezzi di comunicazione. Vengono citati anche alcuni percorsi in misura alternativa svolti nella comunità da persone note, tra cui Fabrizio Corona e Paolo Bovi. Il profilo sottolinea insieme la popolarità del sacerdote e le critiche ricevute per la forte esposizione mediatica.

 

Al ministero della Salute l’incontro per regolamentare gli integratori

Sicurezza, controlli e informazione ai consumatori

Al ministero della Salute si è svolto un confronto sulla regolamentazione degli integratori alimentari, un mercato che in Italia supera i quattro miliardi di euro. Tra i temi discussi figurano i controlli, la nutrivigilanza, l’impiego di sostanze botaniche e l’armonizzazione dei sistemi di sorveglianza. L’incontro ha posto l’accento sulla qualità delle informazioni destinate ai consumatori e sulla necessità di valutare efficacia e sicurezza dei prodotti. Il tavolo ha inoltre raccolto proposte per rendere più chiaro e coerente il quadro regolatorio.

 

Giovani rovinati dalle nuove sostanze psicoattive

Droghe sintetiche, acquisti online e rischi imprevedibili

L’articolo richiama la diffusione tra i giovanissimi delle nuove sostanze psicoattive, acquistabili attraverso dark web, canali di messaggistica e spedizioni postali. Il rapporto parlamentare sulle dipendenze citato nel testo indica che quasi un minorenne su quattro riferisce l’uso di una sostanza illegale. Cannabinoidi e catinoni sintetici, allucinogeni e nuovi oppioidi presentano composizione e dosaggio imprevedibili e possono provocare psicosi acute, aggressività, arresto cardiaco e danni neurologici. Viene segnalato anche l’uso senza prescrizione di ansiolitici e sedativi, con un appello alla prevenzione scolastica e all’attenzione delle famiglie.

 

Avvenire

La richiesta di Zaia: «Fine vita da regolare. Il Parlamento si assuma la responsabilità»

Intervista al presidente del Consiglio regionale del Veneto

Luca Zaia afferma che la proposta di iniziativa popolare sul fine vita sarà discussa a settembre dal Consiglio regionale, come previsto dallo statuto, e ribadisce la preferenza per una disciplina nazionale. Secondo l’intervistato, il quadro tracciato dalla Corte costituzionale lascia aperti aspetti organizzativi, tra cui i tempi di risposta e il ruolo della sanità pubblica nella fornitura del farmaco. Zaia riferisce che in Veneto sono state presentate venti richieste e che diciassette sono state respinte. Sostiene il voto secondo coscienza e afferma che il confronto deve comprendere anche l’accompagnamento e le cure palliative.

 

Emilia-Romagna, legge non necessaria. Si rischia l’inerzia a colpi di protocolli

Un intervento critico sull’organizzazione regionale del suicidio assistito

L’autrice sostiene che una legge regionale non sia necessaria e che l’organizzazione del suicidio assistito come servizio sanitario rischi di trasformare una limitata area di non punibilità in una prestazione strutturata. Richiama la legge 38 del 2010 sulle cure palliative e la legge 219 del 2017, chiedendo che siano rafforzate le risposte di cura prima di costruire nuovi protocolli. Per Bologna vengono citati 5.863 pazienti presi in carico dalle cure palliative e due richieste di suicidio assistito. Il commento pone al centro il sostegno alle persone fragili e ai caregiver e la qualità della relazione assistenziale.

 

«Il mare in boccetta» regalato ai pazienti

L’iniziativa degli studenti di infermieristica all’Istituto Pascale

Gli studenti di infermieristica dell’Università Vanvitelli hanno consegnato ai pazienti oncologici del Pascale piccole bottiglie contenenti sabbia, conchiglie e alghe. L’iniziativa è rivolta a chi trascorre agosto in ospedale e vuole offrire un richiamo simbolico al mare e alla normalità estiva. Ogni paziente è stato invitato a scrivere un pensiero, che sarà poi utilizzato in uno studio. Il progetto presenta l’assistenza infermieristica come unione di competenza clinica, ascolto ed empatia.

 

Medico di base, 6mila domande per 3mila posti

Torna a crescere l’interesse per la medicina generale

Per il corso di formazione specifica in medicina generale 2026-2029 sono arrivate quasi seimila domande, 5.696 secondo l’articolo, a fronte di 2.651 posti disponibili. Il dato segna un’inversione rispetto allo scorso anno, quando per 2.200 posti si era registrata una partecipazione molto bassa in molte aree d’Italia. Il giornale interpreta i numeri come un recupero di interesse dei giovani medici verso la professione di medico di famiglia.

 

Famiglia e comportamenti alienanti. Doppia violenza sul genitore vittima

Separazioni conflittuali, violenza domestica e tutela dei figli

L’autrice distingue la sindrome di alienazione parentale, non riconosciuta scientificamente, dai comportamenti alienanti che possono verificarsi nelle separazioni conflittuali. Avverte che, nei casi di violenza domestica, il rifiuto del figlio verso il genitore violento può essere attribuito al genitore che lo protegge, trasformando la vittima in accusata. Il testo descrive il rischio di allontanamento del minore, collocamento in casa famiglia e ulteriori conseguenze economiche e psicologiche per il genitore vittima. Il commento chiede che la valutazione giudiziaria riconosca la violenza e non applichi automatismi astratti sulla bigenitorialità.

 

Il Fatto Quotidiano

Il governo pro-vita è il primo per mancate nascite in Italia

Costi, lavoro precario e welfare nella crisi della natalità

L’articolo mette in fila i costi sostenuti dalle famiglie dalla ricerca di una gravidanza alla crescita dei figli, comprendendo cure, nido, alimentazione, sport e campi estivi. Richiama il Dossier Natalità 2026 e i dati Istat, secondo cui nel 2025 le nascite sono state 355 mila. L’autrice collega il calo a salari insufficienti, precarietà lavorativa e debolezza dei servizi di welfare, osservando che molte spese sanitarie e di cura restano a carico dei genitori. La critica alle politiche del governo è presentata come tesi dell’articolo.

 

La Stampa

Addio a don Mazzi. Dalla strada alla televisione, la sua vita per gli ultimi

Il fondatore di Exodus aveva 96 anni

Don Antonio Mazzi è morto a 96 anni dopo una vita dedicata ai giovani in difficoltà. L’articolo ricorda la fondazione di Exodus nel 1984, nata dall’incontro con ragazzi dipendenti da droghe e costruita su un metodo educativo alternativo agli approcci esclusivamente clinici o repressivi. La rete si è estesa in oltre quaranta realtà e ha coinvolto migliaia di giovani e famiglie. Il profilo ripercorre anche la trasformazione del Parco Lambro in luogo di accoglienza e il ruolo pubblico del sacerdote.