Rassegna 16 luglio 2026

Tra le notizie di oggi, pare aprirsi un progetto di riforma delle Rsa piemontesi; mentre il caso di Ivan Tavella rende evidente una contraddizione istituzionale: il percorso per il suicidio assistito procede mentre resta irrisolta la continuità dell’assistenza personale necessaria alla vita.

La Verità

La vergogna non è riabilitare i medici ma avere radiato chi salvò delle vite

16 luglio 2026, p. 11 — Mario Giordano

Il commento prende le mosse da un emendamento presentato in Commissione Affari sociali della Camera, con prima firma Alice Buonguerrieri di Fratelli d’Italia, per consentire il reintegro dei medici sospesi o radiati nel periodo del Covid. Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Filippo Anelli e diversi partiti di opposizione criticano la proposta, parlando di offesa alle vittime e alla scienza. L’autore difende invece i professionisti che praticarono cure domiciliari o espressero dubbi sulla vaccinazione e presenta il reintegro come un atto di giustizia.

Parigi approva la legge sul fine vita

16 luglio 2026, p. 12 — —

Il Parlamento francese ha approvato definitivamente, con 291 voti favorevoli e 241 contrari, la proposta di legge che istituisce il diritto all’«aiuto a morire». Il testo consentirebbe ad alcuni malati con patologie gravi di ottenere, a determinate condizioni, la somministrazione di una sostanza letale. Il primo ministro Sébastien Lecornu, indicato come personalmente contrario all’eutanasia, intende rivolgersi al Consiglio costituzionale.

Il Fatto Quotidiano

È malato di Sla: «Non ho diritto a vivere assistito, ma a morire sì»

16 luglio 2026, p. 12 — VDS

Il titolo parla di Sla, mentre nel testo Ivan Tavella, 47 anni, è descritto come affetto da distrofia muscolare di Duchenne e dipendente dalla ventilazione meccanica continuativa. L’agenzia che gestisce i suoi assistenti minaccia di interrompere il servizio per fatture non pagate e un debito che, secondo Tavella, a marzo ammontava a 120 mila euro. Il caso è complicato dalla residenza in Calabria e dalla vita a Parma per ragioni sanitarie, mentre Tavella rivendica il carattere indispensabile dell’assistenza e il diritto di scegliere e formare gli assistenti nell’ambito dei progetti di vita indipendente previsti dalla legge 162 del 1998. Nel frattempo ha avviato l’iter per il suicidio medicalmente assistito e denuncia che la prima visita di valutazione è stata fissata prima di una soluzione stabile per l’assistenza.

La Stampa

«Riformare il sistema per dare risposte»

16 luglio 2026, p. 44 — Alessandro Mondo

L’articolo parte dal caso di una donna di 95 anni in Rsa, valutata ad alta intensità assistenziale ma non urgente, senza convenzione e con un aumento della retta di 600 euro al mese. La vicenda apre interrogativi sul ruolo delle Rsa, sulle Unità di valutazione geriatrica, sulla corrispondenza tra punteggi e livelli assistenziali e sull’attuale organizzazione dell’assistenza domiciliare integrata. La riforma annunciata da Alberto Cirio e Maurizio Marrone punta anche al modello delle «Rsa aperte» e al sostegno della permanenza a domicilio per i casi meno gravi. Gestori e associazioni mostrano aperture condizionate, chiedendo finanziamenti, convenzioni e standard adeguati, mentre il confronto pubblico è fissato per il 2 ottobre.

Pazienti legati al letto, niente misure cautelari per i 24 medici indagati

16 luglio 2026, p. 45 — Lorenzo Zaccagnini

Il gip di Ivrea ha respinto la richiesta di interdizione dal servizio per 24 medici e infermieri coinvolti nell’indagine sulle contenzioni nel reparto di lungodegenza dell’ospedale di Settimo Torinese. Il giudice riconosce che alcuni pazienti erano stati legati fuori dalle regole previste, senza monitoraggio costante e rivalutazione periodica, ma non ritiene dimostrata la reiterazione necessaria per configurare i maltrattamenti. Il provvedimento osserva che le condizioni di grave decadimento cognitivo e agitazione psicomotoria potevano giustificare il ricorso alla contenzione, pur lasciando alla Procura la valutazione di eventuali diverse contestazioni. Dopo il cambio di gestore sono stati introdotti corsi di formazione e sistemi informatizzati di monitoraggio; dal 1° giugno 2026 l’attività sanitaria è tornata all’Asl To4.

Al Castello di Lucento l’Alzheimer si cura con «L’estate gioiosa»

16 luglio 2026, p. 48 — Riccardo Bessone

Il progetto «Estate gioiosa» prosegue nei mesi di luglio e agosto le attività degli Alzheimer Cafè torinesi, con tre incontri alla settimana al Castello di Lucento. Persone con demenza o Alzheimer e familiari partecipano a canto, esercizi vocali, ginnastica dolce, arte terapia e momenti conviviali, con un minibus che facilita gli spostamenti. Gli operatori indicano come obiettivi il mantenimento delle capacità residue e la prevenzione secondaria, sottolineando il valore del contesto sociale e il rischio rappresentato dalla solitudine. L’iniziativa è sostenuta da donazioni raccolte anche dal gruppo di caregiver PerdutaMente.

Nascerà un nuovo centro socio-sanitario per accogliere le famiglie di bimbi malati

16 luglio 2026, p. 48 — Diego Molino

Entro la fine dell’anno dovrebbe aprire in via Guido Reni 45 un centro residenziale socio-sanitario destinato all’accoglienza temporanea delle famiglie di bambini curati negli ospedali torinesi. La struttura avrà 37 appartamenti, suddivisi in bilocali, trilocali e quadrilocali in base alla composizione del nucleo familiare. La gestione sarà affidata a un soggetto specializzato e l’ospitalità sarà gratuita. Il progetto è nella fase finale dell’iter autorizzativo e viene presentato come un servizio atteso per le famiglie dei pazienti.

Corriere della Sera Torino

La Regione alle Asl: «Ridateci 96 milioni»

16 luglio 2026, p. 4 — Simona De Ciero

La Regione Piemonte ha chiesto alle aziende sanitarie di restituire 96 milioni di euro di anticipazioni di cassa risalenti a prima del 2011. L’operazione non viene descritta come una nuova spesa, ma i direttori generali temono che il trasferimento riduca la liquidità necessaria per pagare fornitori e prestazioni. I preventivi 2026 delle aziende indicano un disavanzo vicino a 879 milioni e, per chiudere il bilancio 2025, erano già stati necessari 209 milioni. La restituzione dovrebbe essere rateizzata e accompagnata da compensazioni o successivi trasferimenti, perché senza flussi garantiti il riordino contabile potrebbe produrre difficoltà operative.

Picco: «Per noi conto da 25 milioni, ma la liquidità deve tornare»

16 luglio 2026, p. 4 — S. D. C.

Carlo Picco stima in circa 25 milioni di euro la quota che l’Asl Città di Torino dovrà restituire alla Regione. Il direttore generale afferma che l’operazione non inciderà sul bilancio, purché la liquidità venga reintegrata attraverso trasferimenti o compensazioni e il rimborso sia rateizzato. Precisa che l’azienda avrebbe bisogno di circa 90 milioni di liquidità aggiuntiva per la gestione corrente, questione distinta dalla restituzione delle vecchie anticipazioni. Senza cassa sufficiente, avverte, diventerebbe più difficile rispettare i termini di pagamento dei fornitori, monitorati anche dalla Corte dei conti.

«Click day Vesta, un’altra beffa»

16 luglio 2026, p. 4 — —

Ventimila delle 40 mila famiglie che hanno chiesto il bonus Vesta stanno ricevendo la comunicazione di esclusione. La consigliera regionale del Pd Nadia Conticelli contesta l’assenza di una graduatoria e l’uso del solo ordine di arrivo delle domande. Chiede criteri trasparenti, priorità sociali e risorse adeguate.