Rassegna 15 luglio 2026

Il Piemonte annuncia un modello che affida alle Rsa anche la presa in carico a casa, ma le cronache mostrano contemporaneamente posti insufficienti e famiglie esposte fino al burnout.

 

**Assolta dopo aver ucciso la madre con l’Alzheimer: «Stress da assistenza»**  15 luglio 2026, la Repubblica, ed. Nazionale, p. 20, Andrea Vivaldi*

La Corte d’assise di Arezzo ha assolto Giuseppina Martin, 67 anni, che nel marzo 2025 aveva soffocato la madre novantatreenne, malata di Alzheimer, dopo vent’anni di assistenza. In attesa delle motivazioni, la decisione recepisce la ricostruzione peritale di un disturbo da stress traumatico e di un esaurimento delle energie psichiche, tali da renderla incapace di intendere e di volere al momento del fatto. La donna aveva cercato un posto in Rsa, un contributo economico e un periodo di sollievo, ma i costi erano insostenibili e le richieste non avevano prodotto un sostegno concreto. La Procura aveva chiesto dodici anni di reclusione.

 

**Il tormento dei caregiver: «Viviamo come in prigione per amore dei nostri cari»***15 luglio 2026, la Repubblica, ed. Nazionale, p. 21, Maria Novella De Luca*

In Italia i caregiver familiari sono sette milioni, nel 70 per cento dei casi donne, e 2,3 milioni assistono un congiunto per più di dieci ore alla settimana. Il disegno di legge governativo, atteso alla Camera a settembre, prevede dal 2027 fino a 400 euro mensili, ma solo con Isee familiare non superiore a 15 mila euro e reddito personale sotto i 3 mila euro annui; le risorse consentirebbero di raggiungere circa 52 mila persone. Le testimonianze raccolte descrivono rinunce al lavoro, assenza di pensione, notti senza riposo e mancanza di servizi di sollievo, fino al burnout certificato. Le associazioni giudicano la platea troppo ristretta e ricordano che trentuno proposte di legge sono naufragate in dieci anni.

 

**L’Arpa boccia il progetto: nuovo stop alle bonifiche del Parco della Salute**  *15 luglio 2026, la Repubblica, ed. Torino, p. 2 (PDF 44), Adele Palumbo*

L’Arpa ha giudicato non approvabile, nella forma attuale, la variante al piano di bonifica dell’area ex Fiat Avio destinata al Parco della Salute. La relazione segnala incertezze nella gestione dei materiali, compresi rifiuti pericolosi contenenti amianto, e chiede integrazioni, analisi delle alternative, planimetrie e monitoraggi a lungo termine. La Regione ha novanta giorni per aggiornare il progetto; il fermo mette a rischio l’obiettivo di chiudere le bonifiche entro fine anno e avviare i lavori del nuovo ospedale all’inizio del 2027. All’aumento dei costi, stimato in circa 13 milioni oltre i 18,48 milioni dello studio del 2017, si aggiungono le indagini sulla gestione delle terre contaminate e sull’aggiudicazione dell’appalto.

 

Corriere della Sera

**Carceri sovraffollate e «bollenti»: sospese le attività per i detenuti**   *15 luglio 2026, Corriere della Sera, ed. Torino, p. 2, Lorenzo Nicolao*

Le carceri piemontesi ospitano 4.360 persone a fronte di 3.978 posti, con un tasso di affollamento del 109,60 per cento che non comprende gli spazi inagibili. Le celle non dispongono di aerazione o ventilatori e le attività ricreative sono state sospese per le temperature torride. Durante la visita dell’Alleanza per l’articolo 27 sono emerse criticità sanitarie e di salute mentale, oltre alla concentrazione di giovani adulti e persone straniere nel Lorusso e Cutugno. La Città annuncia un progetto per detenuti tra 18 e 25 anni con supporto psicologico, formazione professionale e sport.

 

La Stampa

**Più anziani assistiti a casa: il piano del Piemonte**

*15 luglio 2026, La Stampa, ed. Torino, p. 8-9, Alessandro Mondo*

Alle 15.45 del giorno precedente risultavano disponibili soltanto quattro posti nelle Rsa torinesi per anziani non autosufficienti dimissibili dagli ospedali, confermando l’insufficienza del percorso Dgr10. La Regione propone un terzo canale tra residenzialità e assistenza domiciliare: le Rsa convenzionate dovrebbero seguire a casa quattro o cinque anziani per ogni ospite accolto, con telefonate, visite, farmaci e monitoraggio. Il progetto dovrebbe essere costruito con gestori, associazioni di malati e famiglie e rappresentanti dei lavoratori, presentato in autunno e sostenuto anche dalla futura programmazione del Fondo sociale europeo. L’obiettivo dichiarato è ritardare gli ingressi in struttura, evitare ricoveri impropri e liberare posti ospedalieri, ma il modello richiede risorse aggiuntive e una legge regionale.

 

**Vincenzo Paglia: «Non servono letti in comunità, riportiamo le cure a domicilio»**  *15 luglio 2026, La Stampa, ed. Nazionale, p. 9, Giacomo Galeazzi*

Vincenzo Paglia giudica insufficiente rispondere all’invecchiamento aumentando soltanto i posti in Rsa, che indica in un costo annuo tra 28 mila e 48 mila euro ciascuno. Propone che le strutture accreditate diventino centri residenziali multiservizi, capaci di offrire assistenza domiciliare continuativa, centri diurni, nuclei Alzheimer, telemedicina e una regia unica lungo tutte le fasi del bisogno. Secondo l’intervista, il monitoraggio attivo degli over 80 riduce del 50 per cento l’eccesso di mortalità nelle ondate di calore e può contenere ospedalizzazioni e istituzionalizzazioni improprie. Il modello dovrebbe integrare cooperative, Terzo settore e caregiver familiari, oltre a riconoscere e retribuire adeguatamente il lavoro territoriale.

 

**Se i ricchi in rovina ora chiedono aiuto: «Vivevamo nel lusso, abbiamo perso tutto»**  *15 luglio 2026, La Stampa, ed. Torino, p. 23, Francesco Munafò*

L’Opera San Giobbe sostiene circa trenta ex imprenditori, commercianti, professionisti e vedove torinesi che hanno perso patrimonio e reddito a causa di malattie, lutti, fallimenti o cattiva gestione. L’associazione opera con discrezione, paga soprattutto affitti e bollette e mette a disposizione due bilocali, grazie a una sessantina di soci. Il racconto centrale è quello di un ottantenne, un tempo attivo nell’alta moda, rimasto solo, indebitato e costretto a rivolgersi anche agli usurai. L’articolo colloca queste vicende in un quadro nazionale di tredici milioni di persone considerate a rischio di povertà o esclusione sociale nel 2025.

 

**Non autosufficienti, la riforma nazionale ancora inattuata**  *15 luglio 2026, La Stampa, ed. Nazionale, p. 27, Chiara Saraceno*

Chiara Saraceno sostiene che l’assistenza alle persone non autosufficienti debba essere flessibile, personalizzata e capace di combinare domicilio, centri diurni e residenzialità quando i bisogni diventano continuativi. Il caso torinese della mancanza di posti in Rsa mostra, secondo l’analisi, la scarsa coordinazione dei servizi; l’Adi fornisce per periodi limitati poche ore di prestazioni medico-infermieristiche e non copre l’aiuto quotidiano per lavarsi, vestirsi o nutrirsi. La legge 33 del 2023, che prevedeva progetti condivisi tra sanità, servizi sociali e Inps, è rimasta in larga parte inattuata, mentre l’unico assegno operativo riguarda una platea molto ristretta. Anche il Piano 2025-2027 mantiene separati gli interventi sanitari, sociali ed economici e lascia alle famiglie un peso crescente.