Rassegna 17 luglio 2026
Il filo comune delle notizie di oggi: la vulnerabilità non può essere scaricata sulle famiglie, sui singoli o sul volontariato
La Stampa
Case di Comunità aperte ma nessuno lo sa. Solo una su cinque fa visite specialistiche
17 luglio 2026, La Stampa, p. 18 — Paolo Russo
Da dicembre sono passate da 781 a 1.156. Il viaggio tra medici e pazienti da Torino a Roma descrive strutture ancora poco frequentate.
Le Case di Comunità sono aumentate da 781 a 1.156 da dicembre, ma il viaggio tra Torino e Roma descrive strutture ancora poco conosciute e spesso semideserte. Le sedi dovrebbero integrare medici di famiglia, continuità assistenziale, infermieri, specialistica, diagnostica di base e servizi sociali, anche grazie a due miliardi di finanziamenti. Nella maggior parte dei casi, però, visite e accertamenti specialistici continuano a passare dal CUP regionale e dalle relative liste d’attesa; il titolo quantifica in una su cinque le strutture che effettuano visite specialistiche. Alla Casa di Comunità di via Silvio Pellico, a Torino, i pazienti cronici vengono invece inseriti in percorsi diagnostico-terapeutici programmati e il Terzo settore è coinvolto nel contrasto alla solitudine.
«Un miliardo per aiutare gli anziani»
17 luglio 2026, La Stampa, p. 19 — Elisa Forte
La richiesta delle associazioni al Governo: «Si costruisca un settore autonomo del welfare come in altri Paesi Ue».
Il Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza, che riunisce 61 organizzazioni, chiede al Governo 1.047,8 milioni di euro nella manovra 2027 come primo passo di un percorso triennale. Le priorità indicate sono la semplificazione dell’accesso, cure domiciliari calibrate sui bisogni, il rafforzamento dell’assistenza nelle RSA e la revisione della Prestazione universale. L’articolo ricorda che 270 mila persone attendono un posto in RSA a fronte di 300 mila posti attivi e che l’assistenza domiciliare media in Italia è di 16 ore, contro le 150 della Danimarca. Il Patto contesta il decreto legislativo 29 del 2024, ritenendo che non abbia realizzato la regia unitaria tra sanità, sociale e prestazioni INPS prevista dalla legge delega 33 del 2023.
«Nel Piemonte che invecchia si tutelino i diritti di chi soffre. La politica recuperi le risorse»
17 luglio 2026, La Stampa, p. 19 — Elisa Forte
Intervista a Giorgio Airaudo, segretario della CGIL Piemonte.
Giorgio Airaudo descrive una regione in cui una quota elevata di caregiver ha più di 75 anni e persone già fragili assistono familiari non autosufficienti. Chiede di verificare la quota piemontese del Fondo sanitario nazionale e di destinare più personale, meglio formato e retribuito, alla crescita delle patologie croniche legata all’invecchiamento. Per il lavoro nelle RSA denuncia retribuzioni inadeguate, formazione insufficiente e carichi scanditi da minutaggi. Richiama inoltre la possibilità di recuperare risorse attraverso la reinternalizzazione di servizi esternalizzati e racconta l’esperienza familiare con un padre affetto da Alzheimer e una madre con Parkinson.
L’assistenza agli anziani
17 luglio 2026, La Stampa, p. 27 — Cristiano Gori
Lettera al direttore.
Cristiano Gori, coordinatore del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza, scrive a nome di 61 organizzazioni impegnate nell’assistenza agli anziani. Chiede che la prossima legge di Bilancio avvii l’attuazione della riforma prevista dalla legge 33 del 2023 con un impegno condiviso tra maggioranza e opposizioni. Le priorità indicate sono la semplificazione dei percorsi, un’assistenza domiciliare adeguata alle condizioni delle persone e il rafforzamento dei servizi residenziali. La lettera offre la disponibilità delle organizzazioni a contribuire al confronto sui problemi concreti delle famiglie.
Fine vita, il coraggio di scegliere dei francesi
17 luglio 2026, La Stampa, p. 27 — Francesca Sforza
Commento.
Il commento analizza la legge francese sul fine vita approvata in via definitiva dall’Assemblea nazionale il 15 luglio, dopo tre anni di confronto parlamentare, con 291 voti favorevoli, 241 contrari e 29 astensioni. L’accesso è previsto per maggiorenni cittadini o residenti stabili, affetti da una malattia grave e incurabile in fase avanzata o terminale, con sofferenza fisica o psichica costante e refrattaria e volontà libera e inequivocabile. La domanda deve essere valutata da un medico in una procedura collegiale e il farmaco è autosomministrato, salvo impossibilità fisica, quando può intervenire un medico o un infermiere. Su indicazione del primo ministro Sébastien Lecornu, il testo passerà al controllo della Corte costituzionale.
«Voglio aiutare il mondo ad amare i pazzi con i libri di mio fratello»
17 luglio 2026, La Stampa, p. 28 — Simonetta Sciandivasci
Intervista a Francesco Pierantozzi, caregiver del fratello Alcide.
Francesco Pierantozzi ha lasciato il lavoro per accompagnare il fratello Alcide, scrittore e finalista ai premi Strega e Campiello, che convive con una complessa condizione psichiatrica e non può restare solo a lungo. Nell’intervista descrive crisi che possono essere innescate da imprevisti e il proprio modo di intervenire attraverso conoscenza, vicinanza ed empatia, senza una formazione specifica. Spiega di non avere richiesto sostegno pubblico, anche per i tempi e le procedure, e di contare sul supporto familiare e dell’editore. Chiede che le persone con disturbi mentali non siano lasciate sole e segnala la propria preoccupazione per la continuità della disponibilità dei farmaci.
Corriere della Sera Torino
«Allontanamento zero», in tre anni aumentano i minori fuori famiglia
17 luglio 2026, Corriere della Sera Torino, p. 4 — Simona De Ciero
La legge regionale ha mancato l’obiettivo: in diminuzione gli affidi, crescono le comunità.
Al 31 dicembre 2025 in Piemonte risultano 2.689 minori fuori dalla famiglia d’origine, 42 in più rispetto al 2024: 1.342 in affidamento familiare e 1.347 nei servizi residenziali. Gli affidi sono diminuiti di 48 unità, mentre le presenze in struttura sono cresciute di 90, portando per la prima volta le comunità a superare di cinque unità le famiglie affidatarie. I dati regionali comprendono 952 minori stranieri non accompagnati senza distinguere quanti siano in affido e quanti in comunità, una lacuna che limita il confronto. L’articolo conclude che la legge «Allontanamento zero» ha modificato lessico e procedure, ma non ha ridotto la dimensione del fenomeno.
«Ma il Piemonte resta ai primi posti in Italia per le forme di sostegno ai bambini ancora a casa»
17 luglio 2026, Corriere della Sera Torino, p. 4 — Simona De Ciero
Ricchiardi: basta colpevolizzare i servizi accoglienti.
Paola Ricchiardi, docente di Pedagogia sperimentale all’Università di Torino, invita a leggere con cautela i dati perché non distinguono la collocazione dei minori stranieri non accompagnati. Sostiene che l’allontanamento sia traumatico, ma che, quando mancano condizioni di sicurezza, la protezione debba essere attivata senza prolungare inutilmente i tempi. Valuta positivamente i progetti educativi rivolti alla famiglia e ricorda che il Piemonte è tra le regioni più attive nel sostegno ai minori mentre restano nel nucleo d’origine. Critica infine un dibattito che ha colpevolizzato servizi e famiglie affidatarie, alimentando l’idea errata che l’affido sia finalizzato all’adozione.
la Repubblica Torino
Caldo, più vittime tra gli over 65. Picco delle temperature domani
17 luglio 2026, la Repubblica Torino, p. 24 — Ettore Saladini
Le città con bollino rosso saliranno a 19; Torino è tra quelle interessate.
Tra il 25 maggio e il 30 giugno le temperature record sono state associate a un eccesso di mortalità del 3% tra le persone con più di 65 anni, con particolare incidenza sugli ultraottantacinquenni. Il Ministero della Salute definisce il dato contenuto rispetto a quanto osservato in altri Paesi europei, ma la nuova ondata porta le città con bollino rosso da 16 a 19. Torino è compresa nell’elenco e il picco delle temperature è atteso per il giorno successivo. L’articolo segnala inoltre un aumento del 4,6% dei consumi elettrici e criticità per fiumi, laghi e territori colpiti da incendi e maltempo.
Energia e alimentari su, l’inflazione colpisce le famiglie più povere
17 luglio 2026, la Repubblica Torino, p. 31 — Valentina Conte
Il costo della vita cala al 3% a giugno, ma il divario con i nuclei benestanti supera un punto.
A giugno l’inflazione rallenta al 3%, dal 3,2% di maggio, ma l’aumento dei prezzi è del 3,7% per il quinto di famiglie con la spesa più bassa e del 2,6% per quello con la spesa più alta. La differenza dipende soprattutto dal peso di energia e abitazione, che assorbono il 17,1% del bilancio dei nuclei meno abbienti contro il 7,3% di quelli più benestanti. Elettricità e gas nel mercato libero aumentano rispettivamente del 14% e del 9,9%, mentre gli alimentari freschi crescono del 4,4% e i beni acquistati più frequentemente del 3,9%. L’articolo ricorda anche che le retribuzioni reali restano sei punti sotto i livelli del 2021.
