Rassegna 26 maggio 2026

– 26 maggio 2026, la Repubblica, Torino, Pagina 57, (GIORGIO AIRAUDO)

I cittadini scendono in piazza perché aspettando le cure hanno paura di rimanere soli
Sindacati, medici, infermieri e associazioni denunciano un sistema sanitario sotto pressione

La manifestazione di sabato a Torino viene descritta come il segno di un Piemonte che invecchia, aspetta cure e fatica ad assistere gli anziani. L’articolo parla di oltre quaranta realtà aderenti, tra sindacati, ordini professionali, associazioni, medici, professioni sanitarie, assistenti sociali e volontari. Vengono indicati oltre 15 mila professionisti sanitari e sociali mancanti e quasi 24 mila persone in attesa di assistenza domiciliare o di un posto convenzionato in Rsa, contro poco più di 19 mila nel 2021. Si aggiunge che per i non autosufficienti non urgenti i tempi di presa in carico possono arrivare a un anno e che i 5 milioni annunciati per le liste d’attesa vengono giudicati insufficienti rispetto alla dimensione del problema.

 

– 26 maggio 2026, La Stampa, Torino, Pagina 39, (ALESSANDRO MONDO)

Visite private negli ospedali In un anno tornati 40 medici
Il rientro dell’intramoenia nel pubblico va a rilento. Città Salute: “Arrivate 90 richieste”. Il Giovanni Battista può ospitare 100 dottori ma sono rientrati in 10. Altri 30 al Regina

L’articolo ricostruisce il piano di rientro dell’intramoenia negli ospedali pubblici avviato dopo i sopralluoghi del 2025 alla Città della Salute. Al San Giovanni Battista Antica Sede, che avrebbe il potenziale per ospitare un centinaio di professionisti, sono rientrati finora 10 medici, mentre al Regina sono tornati a visitare 30 medici negli ambulatori pomeridiani. La Città della Salute riferisce di stare gestendo una novantina di richieste di rientro ed essere in attesa degli arredi. Dei progetti che riguardavano Dental School, Sant’Anna e Cto, il pezzo segnala invece che si sono perse le tracce.

 

– 26 maggio 2026, La Stampa, Torino, Pagina 39, (—)

I privati in sanità: “stesso budget da 14 anni”
Rinnovo dei contratti. Rimpallo tra istituzioni

Il pezzo riferisce dell’ordine del giorno approvato il 12 maggio dal Consiglio regionale che impegna la giunta ad assumere un ruolo attivo nella vertenza sul rinnovo dei contratti della sanità privata accreditata. Viene ricordato un accordo del 2020 che prevedeva una ripartizione al 50% tra governo e operatori privati di circa 300 milioni complessivi, con circa 10 milioni destinati al Piemonte. Secondo l’articolo la Regione aveva anticipato nel 2021 circa 4 milioni, ma poi si è fermata per l’inerzia di Roma. Le associazioni del settore parlano di comparto in crisi, con un budget fermo a 698 milioni da 14 anni e costi in aumento.

 

– 26 maggio 2026, La Stampa, Torino, Pagina 39, (PIER FRANCESCO CARACCIOLO)

Welfare e sociale motori dell’economia Boom di addetti
nelle cooperative quasi 6 mila addetti in più

L’articolo riporta i dati del report della Fondazione Terzjus sull’economia sociale in Piemonte e Valle d’Aosta. Gli addetti delle cooperative sociali sono passati da 41.274 nel 2014 a 47.260 dieci anni dopo, con una crescita del 14%, mentre le altre cooperative hanno perso oltre 12 mila addetti, scendendo da 39.081 a 27.012. Il testo segnala inoltre 32.605 enti dell’economia sociale nelle due regioni, pari all’8,3% del totale nazionale, e una densità di circa 74-75 enti sociali ogni 10 mila abitanti contro una media nazionale di 66-67. Torino concentra 22.332 addetti delle imprese sociali sui 47.337 complessivi del Piemonte.

 

– 26 maggio 2026, la Repubblica, Torino, Pagina 39, (CARLOTTA SCOZZARI)

Salute e portafoglio come vincere le sfide della longevità
Gli over 50 producono il 34% del Pil mondiale l’età avanzata pone questioni di risorse finanziarie, cura e assistenza

Il pezzo parte da una ricerca Swg commissionata da Zurich su oltre duemila italiani tra i 18 e i 64 anni e segnala che il timore più forte dei baby boomer è ammalarsi o sopravvivere per anni in condizioni di salute precaria. Viene sottolineato che la speranza di vita in buona salute e in piena autonomia non coincide con la speranza di vita complessiva e che il sistema pubblico, sanitario e pensionistico, farà sempre più fatica a rispondere da solo. L’articolo riporta che gli over 50 producono già il 34% del Pil mondiale e insiste sulla necessità di redistribuire le risorse per evitare nuove disuguaglianze. Si indica infine che oggi ci sono circa 4 milioni di persone non autosufficienti, ma nell’ultimo anno sono state vendute solo 130 mila polizze long term care.

 

– 26 maggio 2026, La Verità, —, Pagina 4, (OLIMPIA TARZIA)

«Forza Italia tradisce il Cav sul fine vita Lascio il mio incarico sui temi bioetici»
«Berlusconi, che mi diede l’incarico nel partito, provò a salvare Eluana; i suoi eredi aprono al suicidio assistito erogato dal Ssn»

L’articolo è firmato da Olimpia Tarzia, che annuncia l’uscita dall’incarico di responsabile nazionale del Dipartimento di bioetica e diritti umani di Forza Italia. Tarzia richiama le posizioni di Silvio Berlusconi su Eluana Englaro e ricorda che fu lui a volere fortemente la legge 38/2010 sulle cure palliative. Nel testo ribadisce la sua contrarietà a una legge sul suicidio assistito, sostenendo che le direttive della Consulta non richiedono una norma di recepimento e chiedendo invece un rafforzamento delle cure palliative con fondi e strutture dedicate. La conclusione è che una legge di questo tipo vedrebbe lo Stato e il Servizio sanitario nazionale assicurare la morte invece di garantire il diritto alla vita, soprattutto dei più vulnerabili.