Un esempio di tutela dei diritti
ControCittà, maggio–giugno 2026.
Perché proponiamo questa lettura
Come si passa dalla segnalazione di un problema alla richiesta di un provvedimento concreto per tutti? La vicenda raccontata in questo articolo offre un esempio del metodo del volontariato dei diritti: raccogliere informazioni, individuare l’ente competente, richiamare gli obblighi previsti dalle norme, formulare richieste precise e dare seguito agli impegni assunti.
L’assunzione a tempo indeterminato di un educatore professionale per l’area Autismo adulti dell’ASL TO5, raccontata da ControCittà, mostra come un’azione di tutela dei diritti possa tradursi in atti amministrativi concreti. Al centro della vicenda vi sono il lavoro dell’UTIM ODV, fondato sull’esposizione dei bisogni e sul richiamo agli obblighi del Servizio sanitario, e l’impegno della direzione aziendale a dare una risposta stabile.
La segnalazione: prevenire l’interruzione del servizio
Il percorso è iniziato il 26 gennaio 2026. Informata da un proprio socio, l’UTIM ODV (Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva) ha inviato una segnalazione scritta ai vertici dell’ASL TO5 e all’Assessorato regionale alla salute.
L’associazione, presente da molti anni sul territorio, evidenziava la precarietà organizzativa del Servizio educativo per l’Autismo adulti: per l’intera Azienda sanitaria, che comprende i territori di Chieri, Carmagnola, Moncalieri e Nichelino, era disponibile una sola figura professionale con incarico a tempo determinato. La scadenza era fissata al 31 marzo 2026, senza garanzie di rinnovo immediato.
Nella segnalazione, l’UTIM richiamava il rischio che un’interruzione degli interventi compromettesse i percorsi delle persone già in carico, con possibili regressioni funzionali, e impedisse l’accoglienza di nuovi utenti.
Il riferimento ai LEA e la richiesta di risorse stabili
La continuità delle prestazioni sanitarie dovute non può essere trattata come una concessione discrezionale. L’articolo 60 del DPCM 12 gennaio 2017, nell’ambito dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), prevede per le persone con disturbi dello spettro autistico prestazioni di diagnosi precoce, cura e trattamento individualizzato, secondo le evidenze scientifiche.
Su questa base l’UTIM ha chiesto un intervento urgente per garantire la continuità del Servizio educativo, attraverso risorse stabili, evitando che gli interventi necessari dipendessero esclusivamente da finanziamenti temporanei legati a bandi o progetti. Il diritto riguarda le prestazioni appropriate ai bisogni della persona; spetta all’Azienda sanitaria predisporre l’organizzazione necessaria a garantirle.
Dal colloquio alla conferma scritta degli impegni
Secondo la ricostruzione dell’articolo, il 28 gennaio 2026 il direttore generale dell’ASL TO5, dott. Bruno Osella, ha contattato telefonicamente l’UTIM, riconoscendo la criticità e impegnandosi a reperire nel bilancio aziendale le risorse necessarie a stabilizzare il servizio.
Il direttore ha inoltre comunicato l’intenzione di utilizzare la graduatoria di un concorso pubblico già in corso per destinare un’ulteriore figura professionale all’area Autismo adulti. Gli esiti del concorso erano allora attesi per il 26 febbraio.
Dopo il colloquio, l’UTIM ha riepilogato per iscritto gli impegni comunicati a voce, esprimendo apprezzamento per la disponibilità a inserire una figura stabile. Questo passaggio ha dato un riferimento preciso al successivo confronto con l’Azienda sanitaria.
Il provvedimento e il significato del risultato
L’articolo riferisce che, con la deliberazione n. 177 dell’11 marzo 2026, l’ASL TO5 ha autorizzato l’assunzione a tempo indeterminato di una figura dedicata ai disturbi dello spettro autistico negli adulti, attingendo alla graduatoria del concorso inizialmente previsto per l’area minori.
Il provvedimento costituisce, nella valutazione espressa dall’articolo, un risultato significativo dell’azione di tutela svolta dall’UTIM e dell’impegno assunto dalla direzione aziendale. Conferma l’importanza di un volontariato capace di ascoltare le persone, portare i bisogni all’attenzione dei responsabili pubblici e chiedere l’applicazione delle norme.
Segnalare il problema, motivare la richiesta, mettere per iscritto gli impegni e verificarne l’attuazione: sono passaggi utilizzabili anche in altre situazioni. Il risultato amministrativo va poi seguito nella sua concreta attuazione, perché il punto di arrivo della tutela è l’effettiva erogazione delle prestazioni dovute.
Fonte: ControCittà, maggio–giugno 2026, «È stato assunto un educatore per l’autismo adulti nell’ASL TO5: la tutela dei diritti ottiene risultati». Adattamento redazionale del testo fornito, con aggiunta del cappello e dei sottotitoli.
Riferimenti: DPCM 12 gennaio 2017, articolo 60; pagina del concorso ASL TO5, che elenca la deliberazione n. 177 dell’11 marzo 2026.
