Rassegna 25 luglio 2026
Tra le notizie di oggi spicca una sentenza sulle rette Rsa che precisa il nodo della compartecipazione pochi giorni dopo le richieste di più posti convenzionati e della copertura pubblica della quota sociosanitaria.
La Verità
L’Emilia blatera di vita ma vota per la morte
25 luglio 2026, La Verità, ed. nazionale, p. 5 — Mario Giordano
La giunta rossa di De Pascale approva la legge sul suicidio medicalmente assistito
Il commento prende spunto dall’approvazione, da parte del Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, di una legge sul fine vita e ricorda che si tratta della terza Regione dopo Toscana e Sardegna. L’autore sostiene che la disciplina dovrebbe essere definita dal Parlamento e critica la costruzione di regole regionali differenti. Il pezzo esprime una posizione nettamente contraria al suicidio medicalmente assistito, collegandola al rischio che malati, anziani e persone con disabilità siano percepiti come un peso. L’accostamento con il caso Fakir è proposto dall’autore come contrasto simbolico tra tutela della vita e scelta di morire.
La Consulta silura i Cappato boys e striglia la Sardegna: «Esonda»
25 luglio 2026, La Verità, ed. nazionale, p. 5 — Giuliano Guzzo
La Corte blinda il requisito del sostegno vitale, l’associazione Coscioni: «Lotta in Aula»
L’articolo riferisce due decisioni della Corte costituzionale sul suicidio assistito. La prima censura parti della legge sarda che invadevano competenze statali, tra cui il richiamo diretto ai requisiti fissati dalla giurisprudenza costituzionale e termini rigidi per le verifiche. La seconda respinge la richiesta di eliminare il requisito della dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, confermando l’impianto definito dalla sentenza del 2019. Il pezzo registra la reazione dell’Associazione Luca Coscioni, che annuncia il proseguimento della battaglia parlamentare.
Il Cnr: «Giovani sempre più violenti»
25 luglio 2026, La Verità, ed. nazionale, p. 7 — Riccardo Romano
Più di quattro studenti su dieci tra i 15 e i 19 anni sono stati coinvolti in aggressioni
I dati Espad Italia dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr indicano che nel 2025 il 43,4% degli studenti tra 15 e 19 anni ha agito o subito comportamenti violenti, una quota che corrisponde a oltre un milione di ragazzi. L’articolo segnala risse di gruppo, danneggiamenti, ferite che richiedono cure e crescita della fruizione di video violenti, insieme a fenomeni di cyberbullismo. Le difficoltà nei rapporti con amici e genitori risultano associate a percentuali più alte di comportamenti violenti. La coordinatrice dello studio Sabrina Molinaro richiama il ruolo di scuola, famiglia, chiese e oratori nel ricostruire occasioni positive di socialità.
Tachipirina e vigile attesa, botta finale: «Favoriva l’aggravamento dei sintomi»
25 luglio 2026, La Verità, ed. nazionale, p. 13 — Patrizia Floder Reitter
La perizia richiesta dalla commissione parlamentare d’inchiesta contesta il protocollo domiciliare
L’articolo presenta le conclusioni della consulente Simona Amato, incaricata dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, secondo cui l’indicazione di paracetamolo e vigile attesa non era coerente con le evidenze disponibili. La perizia sostiene che l’attesa potesse ritardare un trattamento antinfiammatorio e aumentare il rischio di peggioramento, soprattutto nei pazienti fragili. Vengono inoltre contestate l’insufficienza del monitoraggio domiciliare e le difficoltà organizzative delle Usca. Le valutazioni sono riportate come contenuto della consulenza e non come conclusioni giudiziarie definitive.
Avvenire
Minori, l’altolà dei magistrati: «In gioco c’è la Costituzione»
25 luglio 2026, Avvenire, ed. nazionale, p. 5 — Viviana Daloiso
Il presidente dei magistrati minorili critica il disegno di legge sulla giustizia minorile
Claudio Cottatellucci spiega che il disegno di legge non abbassa la soglia dei 14 anni, ma presume la capacità di intendere e di volere salvo prova contraria e modifica gli accertamenti sulla personalità. A suo giudizio la riforma solleva seri dubbi costituzionali perché indebolisce la valutazione individuale del minore e la funzione rieducativa della pena. Sottolinea che i casi di proscioglimento per immaturità sono molto rari e che i magistrati continueranno comunque a conoscere il ragazzo e il suo contesto. Critica infine il collegamento della norma ai cosiddetti «maranza», ricordando che i diritti della persona non possono dipendere dalla cittadinanza o dall’origine.
Voci di preti in prima linea: «Mancano risposte educative»
25 luglio 2026, Avvenire, ed. nazionale, p. 5 — Elisa Campisi
I sacerdoti impegnati nel recupero degli adolescenti chiedono educatori, comunità e alleanze territoriali
Sacerdoti che lavorano negli istituti penali minorili, nelle comunità e negli oratori sostengono che una norma più severa non basti a far comprendere ai ragazzi la gravità delle loro azioni. Don Claudio Burgio osserva che molti minori, italiani e stranieri, non hanno piena percezione del disvalore dei reati e chiede una presenza educativa capillare già nelle scuole. Don Aniello Manganiello richiama un’alleanza tra parrocchia, scuola, famiglia e Stato, insieme a luoghi affidabili cui destinare i ragazzi. Gli interventi convergono sulla necessità di accompagnamento, fiducia e progetti concreti, più che sul solo carcere.
Fine vita, la Consulta rafforza gli argini e «richiama» le Camere a fare la legge
25 luglio 2026, Avvenire, ed. nazionale, p. 8 — Angelo Picariello
Due sentenze ribadiscono i limiti del suicidio medicalmente assistito e le competenze dello Stato
La Corte costituzionale ha ribadito che la decisione del 2019 non ha introdotto un diritto generale al suicidio assistito, ma una limitata area di non punibilità in presenza dei requisiti indicati, compresa la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale. La sentenza sul caso sollevato dal Gip di Bologna non estende tale area, mentre quella sulla legge sarda annulla le disposizioni che invadevano competenze statali o imponevano termini rigidi. Le Regioni possono intervenire sugli aspetti organizzativi, ma non sostituirsi alla legislazione nazionale. La Corte richiama il Parlamento e ribadisce il dovere di tutelare le persone fragili da possibili pressioni.
«Ricovero in Rsa non sempre gratuito». Nuova sentenza su rimborsi e Alzheimer
25 luglio 2026, Avvenire, ed. nazionale, p. 11 — Paolo Viana
La Corte d’Appello di Brescia distingue l’assistenza sanitaria ad alta integrazione dalla lungoassistenza sociosanitaria
La Corte d’Appello di Brescia ha stabilito che la diagnosi di Alzheimer o di altra patologia cronico-degenerativa non rende automaticamente gratuito il ricovero in Rsa. La decisione richiede una valutazione caso per caso: l’assistenza ad elevata integrazione sanitaria può essere interamente a carico del Servizio sanitario, mentre nella lungoassistenza sociosanitaria resta la compartecipazione, con quota sanitaria pubblica e quota sociale a carico dell’assistito. Nel caso esaminato le prestazioni erano soprattutto igiene, alimentazione, prevenzione delle cadute e dei decubiti, vigilanza e aderenza terapeutica, senza profili di acuzie o recupero riabilitativo. Uneba considera la pronuncia un freno alle richieste generalizzate di rimborso, ma chiede un chiarimento legislativo.
Una ricerca su chi lavora con ragazzi in difficoltà tra vocazione all’aiuto e scarsi riconoscimenti
25 luglio 2026, Avvenire, ed. nazionale, p. 23 — Ginevra Gori
Università Cattolica e Fondazione Don Gino Rigoldi studiano condizioni e valore del lavoro educativo
Il progetto SAVE analizza il lavoro degli educatori impegnati con minori in comunità, servizi domiciliari, centri diurni e spazi di aggregazione. La ricerca parte da criticità quali salari bassi, precarietà, burnout, scarsa valorizzazione e limitato riconoscimento sociale, spesso coperti dalla dimensione vocazionale della professione. Il percorso combina una valutazione socioeconomica, un questionario nazionale rivolto agli operatori e studi qualitativi su casi concreti. L’obiettivo è misurare il valore prodotto, il benessere di chi lavora e le condizioni organizzative che possono migliorare la qualità dell’intervento educativo.
La Stampa
Minori imputabili a 14 anni, scontro sulla nuova legge. I penalisti: incostituzionale
25 luglio 2026, La Stampa, ed. nazionale, p. 2 — Antonio Bravetti
Il disegno di legge introduce una presunzione di capacità di intendere e di volere
Il disegno di legge del governo mantiene a 14 anni la soglia dell’imputabilità, ma presume la capacità di intendere e di volere salvo prova contraria. Unicef, Save the Children, camere penali e magistrati minorili criticano il passaggio da una valutazione individualizzata della maturità a una presunzione generale, temendo effetti sui ragazzi più vulnerabili e sulla finalità rieducativa. La maggioranza presenta invece la norma come uno strumento di sicurezza e responsabilizzazione. Il confronto politico si concentra anche sul linguaggio usato per descrivere i giovani e sulla reale utilità pratica della modifica.
«Non trattiamoli da adulti in miniatura. Così il governo esclude i più deboli»
25 luglio 2026, La Stampa, ed. nazionale, p. 3 — Giacomo Galeazzi
Il vicepresidente della Cei Francesco Savino chiede un investimento educativo capillare
Francesco Savino sostiene che un minore non possa essere trattato come un adulto in miniatura e che la sicurezza non derivi automaticamente da norme più severe. Indica come necessari adulti di riferimento, alternative concrete di studio e lavoro, coinvolgimento delle famiglie e continuità nel tempo. La comunità, a suo giudizio, deve intercettare il disagio prima che sfoci nel reato e accompagnare chi ha sbagliato verso un percorso di riparazione. Il rischio della riforma è che i ragazzi più vulnerabili ricevano una risposta uniforme che non considera la loro fase di formazione.
Il diritto alla casa che non c’è. Ogni anno un alloggio popolare solo per una famiglia su cento
25 luglio 2026, La Stampa, ed. nazionale, p. 14-15 — Giulia Ricci
Quasi 300 mila nuclei in graduatoria e oltre 61 mila abitazioni vuote per manutenzione
In Italia quasi 300 mila nuclei attendono un alloggio popolare e 61.299 appartamenti su 768.515 risultano vuoti perché richiedono manutenzione; secondo Federcasa, 1,5 milioni di famiglie vivono in disagio abitativo. A Torino l’ultimo bando ha raccolto circa 12 mila domande, mentre gli alloggi assegnabili ogni anno sono poche centinaia, con tempi di attesa molto lunghi. L’inchiesta descrive edifici datati, barriere architettoniche e difficoltà quotidiane anche per persone con disabilità, oltre alle differenze regionali nei requisiti Isee. Il piano nazionale indicato dal governo prevede 970 milioni di euro fino al 2030, ma resta il nodo della manutenzione e della frammentazione gestionale.
Stazione Rebaudengo-Fossata, inagibile per i disabili
25 luglio 2026, La Stampa, ed. Torino, p. 47 — Walter (lettera a Specchio dei tempi)
Segnalazione su scale mobili e ascensori ripetutamente fuori servizio
Un lettore segnala che scale mobili e ascensori della stazione Torino Rebaudengo-Fossata sono spesso fermi da anni, nonostante il nodo sia destinato a un ruolo importante nella mobilità cittadina. Il guasto rende difficile o impossibile l’accesso e l’uscita a persone con disabilità e anziani. La lettera sottolinea che non si tratta di un episodio occasionale, perché gli impianti tornerebbero frequentemente fuori servizio dopo gli interventi. Viene chiesto come sarebbe gestita un’emergenza che coinvolgesse una persona impossibilitata a usare le scale.
Al Coes Molinette serve un altro specialista
25 luglio 2026, La Stampa, ed. Torino, p. 47 — D. G. (lettera a Specchio dei tempi)
Una paziente segnala attese prolungate nel centro per le malattie della coagulazione
La lettera riferisce che al Coes delle Molinette opera un solo medico esperto di malattie della coagulazione per l’intero ospedale. Quando lo specialista viene chiamato per emergenze, l’ambulatorio si interrompe e i pazienti attendono per molte ore. Una persona con malattia rara descrive accessi dalle 8 fino alle 14 o alle 16 per un prelievo e una visita breve. La richiesta è di assegnare almeno un altro specialista per garantire continuità e tempi più sostenibili.
