Rassegna 6 settembre 2026

Notizie in evidenza
– Case di comunità a ostacoli. Scatta lo sciopero dei medici
– Visite, diagnostica, pratiche. Nelle Case di comunità 166 mila prestazioni in 3 mesi
– Fine vita, pressioni sulla giunta Cirio. «Il Veneto ha smontato ogni alibi»

Corriere della Sera Torino

Case di comunità a ostacoli. Scatta lo sciopero dei medici
6 settembre 2026, Corriere della Sera Torino, p. 2 — Floriana Rullo

Il Sindacato medici italiani ha proclamato per il 15 e 16 settembre uno
sciopero contro l’obbligo, previsto dall’accordo collettivo nazionale,
di coprire fino a sei ore settimanali nelle Case di comunità. In
Piemonte le 91 strutture non sono ancora a pieno regime e, secondo il
sindacato, l’obbligo trasformerebbe la medicina generale in una
copertura di fabbisogni orari senza le tutele del lavoro dipendente; i
medici chiedono invece incarichi autonomi, flessibili e volontari. Sul
fronte infermieristico, Ordine professionale e Nursing Up contestano
l’ipotesi di reclutamento tramite Amos per colmare le carenze delle
aziende sanitarie. Il quadro lascia le nuove strutture con personale
insufficiente e, secondo l’articolo, i cittadini ancora poco informati
su funzioni, orari e modalità di accesso.

Fine vita, pressioni sulla giunta Cirio. «Il Veneto ha smontato ogni alibi»
6 settembre 2026, Corriere della Sera Torino, p. 3 — Nicolò Fagone La Zita

Dopo l’approvazione veneta, in Piemonte torna al centro il progetto di
legge di iniziativa popolare promosso dall’Associazione Luca Coscioni,
che dovrebbe arrivare in Consiglio regionale a ottobre dopo avere
superato le 8 mila firme necessarie. Avs e Pd chiedono una disciplina
regionale e contestano l’assenza di protocolli uniformi nelle Asl,
mentre la Lega sostiene che la materia debba essere regolata a livello
nazionale. La linea della giunta Cirio è applicare le indicazioni della
Corte costituzionale e migliorare l’organizzazione sanitaria in attesa
di una legge statale. Forza Italia apre tuttavia alla discussione e
l’articolo segnala che, per approvare la proposta, serviranno 26 voti su
51.

Piemonte in ritardo. Serve una disciplina uniforme per tutte le aziende sanitarie
6 settembre 2026, Corriere della Sera Torino, p. 3 — Vittorio Barosio e Gian Carlo Caselli

L’intervento ricostruisce il quadro del suicidio medicalmente assistito
a partire dall’articolo 580 del codice penale, dalla legge 219 del 2017
e dalle pronunce della Corte costituzionale. Gli autori ricordano le
iniziative legislative di Toscana e Veneto e sostengono che la
competenza regionale in materia di tutela della salute consenta di
disciplinare le modalità applicative. In Piemonte è stata emanata una
circolare sul procedimento e nel febbraio 2026, nell’Asl To4, si è
verificato il primo caso di suicidio medicalmente assistito. Secondo
Barosio e Caselli, la circolare non offre però il contenuto, la forza
cogente e la stabilità di una legge e occorre una disciplina uniforme
per le aziende sanitarie.

La Stampa

Visite, diagnostica, pratiche. Nelle Case di comunità 166 mila
prestazioni in 3 mesi
6 settembre 2026, La Stampa, p. 39 — Alessandro Mondo

Secondo i dati dell’Asl Città di Torino richiesti da La Stampa, da
inizio giugno le 16 Case di comunità torinesi hanno erogato 166 mila
prestazioni: 14.445 accessi alla medicina delle cure primarie, 41.256
visite specialistiche, 43.846 attività infermieristiche e 66.564
pratiche amministrative e socioassistenziali. L’articolo descrive anche
alcuni dati delle strutture “Marco Antonetto” e “Corsica” e riferisce
che i torinesi stanno iniziando a utilizzare questi presidi come
alternativa all’ospedale. Il direttore generale Carlo Picco sottolinea
la varietà dei servizi, mentre l’assessore Federico Riboldi indica come
obiettivo una sanità più vicina al territorio. Le Case di comunità
dovrebbero inoltre svolgere attività di prevenzione, cura e
riabilitazione per persone fragili per condizione medica o sociale.

Cede una porzione del controsoffitto. Lavori in corso al Centro di
senologia
6 settembre 2026, La Stampa, p. 39 — Ale. Mon.

Una porzione di controsoffitto è caduta nella notte tra il 2 e il 3
settembre in un corridoio di servizio del Centro di Senologia dell’Asl
Torino 4 a Strambino, senza provocare feriti. Asl e Comune sono
intervenuti per mettere in sicurezza l’area; le prestazioni del 3 e 4
settembre sono state garantite, mentre lo screening mammografico è stato
rimodulato per il 7 e 8 settembre e la diagnostica resta assicurata. I
lavori prevedono verifiche strutturali e controlli sulle coperture per
individuare eventuali ulteriori fragilità. L’articolo collega l’episodio
al più generale stato di usura delle strutture sanitarie e richiama
anche la situazione della Città della Salute e delle Molinette.

la Repubblica

Zangrillo «Sul fine vita centrodestra in ritardo, bisogna fare una legge»
6 settembre 2026, la Repubblica, p. 18 — Gabriella Cerami

Paolo Zangrillo afferma che le iniziative regionali sul fine vita
mostrano un ritardo dello Stato e chiede un intervento legislativo
nazionale. Il ministro sostiene che la materia non debba essere
affrontata attraverso steccati ideologici e che il Servizio sanitario
nazionale debba essere disponibile ai cittadini anche su questo terreno,
con condizioni chiare e condivise. Zangrillo richiama inoltre la
necessità di garantire a tutti cure palliative e terapie antidolore
prima di affrontare le scelte di fine vita. L’intervista colloca queste
posizioni nel confronto interno al centrodestra dopo la legge approvata
in Veneto.

Beveroni anti-cancro e diete miracolose, i disastri dei medici guru
6 settembre 2026, la Repubblica, p. 21 — Corrado Zunino

L’inchiesta prende spunto dal caso di Bianca, bambina di cinque anni
nata prematura con paralisi cerebrale, i cui genitori avevano cercato
fuori dai percorsi Asl trattamenti sperimentali spendendo almeno 300
mila euro. L’articolo ricostruisce diversi casi di cure non validate o
pratiche alternative, compreso il Metodo Hamer, e ricorda vicende nelle
quali pazienti oncologici hanno rinunciato a terapie riconosciute.
Vengono riportati anche provvedimenti disciplinari e sanzioni nei
confronti di promotori di trattamenti o prodotti presentati con
indicazioni salutistiche. Il filo conduttore è il rischio che la
disperazione sanitaria renda pazienti e famiglie vulnerabili a proposte
prive di adeguato fondamento scientifico.

«Sul fine vita serve prudenza. Sedazione e suicidio assistito sono
pratiche molto diverse»
6 settembre 2026, la Repubblica, p. 36 — Adele Palumbo

Roberto Balagna distingue la sedazione terminale profonda dal suicidio
medicalmente assistito: la prima si colloca, secondo il primario,
nell’ambito delle cure palliative quando il processo di morte è già
avviato e i sintomi refrattari producono sofferenza intollerabile. Il
suicidio medicalmente assistito è invece ricondotto alle condizioni
indicate dalla Corte costituzionale e prevede il passaggio della domanda
ai comitati etici territoriali e quindi alle Asl. Balagna ritiene che la
disciplina debba essere nazionale e uniforme e invita a trattare la
materia con prudenza. L’intervista affronta inoltre i dubbi clinici ed
etici legati ai farmaci impiegati e alle condizioni croniche che possono
rendere la vita inaccettabile per alcuni pazienti.