Rassegna 10 agosto 2026

Notizie in evidenza

  • Vincenzo Paglia: “La comunità prima dei letti in ospedale. Così si riforma il welfare per gli anziani”
  • Fino a tre giorni su una barella in attesa di un letto
  • Il chirurgo riapre l’aorta con un filo elettrificato

La Stampa

Vincenzo Paglia: “La comunità prima dei letti in ospedale. Così si riforma il welfare per gli anziani”
Pagina 20 — Alessandro Mondo

Monsignor Vincenzo Paglia sostiene che il welfare debba spostare il proprio baricentro dalle strutture alla casa e alla comunità dell’anziano, pur senza escludere le RSA quando le condizioni cliniche rendono impossibile la permanenza a domicilio. Richiama la legge 33 e indica come obiettivo un’assistenza domiciliare sociosanitaria integrata e continuativa, osservando però che questa impostazione non dispone ancora di finanziamenti adeguati. Tra le proposte illustrate figurano un percorso assistenziale domiciliare di almeno un anno, una valutazione multidimensionale della persona, incentivi per il personale domiciliare e RSA maggiormente aperte al territorio. Paglia auspica che il Piemonte faccia da apripista e che il modello possa essere considerato anche nei decreti attuativi nazionali.

Il chirurgo riapre l’aorta con un filo elettrificato
Pagina 44 — Alessandro Mondo

Alle Molinette un uomo di 40 anni affetto da sindrome di Marfan e colpito da dissezione aortica è stato sottoposto a un intervento descritto dal giornale come il primo eseguito con successo in Italia in un quadro genetico di questo tipo. Dopo una prima operazione cardiochirurgica, l’équipe di Chirurgia vascolare universitaria diretta da Fabio Verzini ha effettuato una settotomia aortica endovascolare utilizzando un filo metallico elettrificato. La procedura è stata pianificata anche attraverso la collaborazione scientifica con il centro di Houston diretto da Gustavo Oderich. Tre giorni dopo l’intervento il paziente ha lasciato l’ospedale senza necessità di riabilitazione.

Fino a tre giorni su una barella in attesa di un letto
Pagina 44

Nursing Up Piemonte denuncia una situazione critica nei pronto soccorso e nei reparti, indicando una carenza strutturale di circa seimila infermieri. Secondo il segretario regionale Claudio Delli Carri, le ondate di calore hanno fatto aumentare gli accessi del 10-15 per cento, incidendo soprattutto sulla popolazione anziana e fragile; la contemporanea riduzione estiva dei posti letto aggrava il boarding, con attese sulle barelle che possono raggiungere le 48-72 ore. Durante i piani ferie la forza lavoro nei turni diminuirebbe mediamente del 25-30 per cento, mentre per garantire i servizi si ricorre a prestazioni aggiuntive, straordinari, salti dei riposi e personale esterno.

Corriere della Sera – Torino

Pronto soccorso in affanno. “Fino a 72 ore per un ricovero”
Pagina 4 — Alberto Giulini

Anche il Corriere Torino dà conto dell’allarme di Nursing Up sulla carenza di circa seimila infermieri in Piemonte. Le temperature elevate avrebbero fatto crescere gli accessi ai pronto soccorso del 10-15 per cento, soprattutto tra gli anziani, mentre la riduzione estiva dei posti letto favorisce permanenze sulle barelle fino a 48-72 ore. Delli Carri sottolinea inoltre che durante i piani ferie la presenza del personale nei turni cala mediamente del 25-30 per cento e critica il ricorso a straordinari e frequenti salti dei riposi per mantenere operativi i servizi.

La notizia è trattata parallelamente da La Stampa, che riporta lo stesso allarme sulla pressione esercitata sui pronto soccorso piemontesi.

Alle Molinette intervento all’aorta con filo elettrificato
Pagina 4

Il quotidiano riferisce anche dell’intervento su un quarantenne con sindrome di Marfan colpito da dissezione aortica. Dopo la cardiochirurgia d’urgenza, l’équipe diretta da Fabio Verzini ha effettuato una settotomia aortica endovascolare con guida elettrificata, procedura descritta come la prima eseguita con successo in Italia in un quadro genetico di questo tipo. L’accesso è avvenuto in modo mini-invasivo attraverso le arterie dell’inguine e il paziente è stato dimesso tre giorni dopo, senza necessità di riabilitazione.

Anche questa notizia compare su La Stampa, che dedica maggiore spazio alla procedura eseguita alle Molinette.