Il volontariato caritatevole e il terzo settore: due involontari pilastri per l’emarginazione sociale delle persone impossibilitate ad autodifendersi

di FRANCESCO SANTANERA

(tratto da Prospettive assistenziali, n. 209, gennaio-marzo 2020)

Fin dai primi numeri di questa rivista avevamo segnalato, non creduti da nessuno, che «a causa della caduta della partecipazione e del cambiamento di posizione dei
partiti di sinistra» era in atto una riorganizzazione dei servizi «mediante il graduale cambiamento dell’utenza degli istituti di ricovero» sostituendo agli anziani autosufficienti
le persone colpite da cronicità e che per favorire questo mutamento era stata sottoscritta una intesa tra Governo presieduto da Massimo D’Alema e il Forum del Terzo settore (n. 124/1998; sul n. 127/1999 di questa rivista è anche riprodotto integralmente il testo dell’intesa sottoscritta dal Governo e dal Forum del Terzo settore). Al riguardo avevamo evidenziato che «una delle caratteristiche salienti dell’accordo è il riconoscimento ufficiale, da parte del Governo, del Terzo settore quale soggetto politico, sociale ed economico in grado sia di “corrispondere in modo efficace alla domanda insoddisfatta di servizi di interesse collettivo e al diffuso bisogno di beni relazionali necessari per la convivenza civile e la coesione sociale”, sia di incentivare “l’occupabilità dei lavoratori svantaggiati”». Di conseguenza rilevavamo che «il Governo e il Terzo settore non puntano sulla prevenzione del bisogno e del disagio e non riconoscono la necessità di una reimpostazione dei servizi fondamentali (lotta all’evasione scolastica, cure sanitarie anche ai malati inguaribili, adeguamento delle pensioni minime, ecc.)». Inoltre, mentre ricordavamo che «siamo sempre stati favorevoli alla cooperazione sociale, quella autentica, e che abbiamo promosso la costituzione di alcune cooperative sociali negli anni ’70», rileviamo che «finora il Terzo settore non abbia avviato iniziative concrete per l’affermazione e il rispetto dei diritti della fascia più debole della popolazione, in particolare di coloro che non sono in grado di autodifendersi», iniziative che non ci risulta che siano state intraprese dalla pubblicazione delle nostre considerazioni sopra riportate ad oggi.

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Il volontariato caritatevole e il terzo settore