Rassegna 23 ottobre 2026
Notizie in evidenza
Un faro sulla sanità
Liste d’attesa troppo lunghe Lo Stato non dà risposte a 50 milioni di visite all’anno
Gioberti, la preside: «L’occupazione danneggia tutti»
La Stampa
Liste d’attesa troppo lunghe Lo Stato non dà risposte a 50 milioni di visite all’anno
p. 14 — Paolo Russo
Il dossier, sulla base dei dati Agenas, stima in circa 24,5 milioni in sei mesi — circa 50 milioni su base annua — le prestazioni prescritte dal Servizio sanitario nazionale che non trovano corrispondenza in una erogazione pubblica, tra ricorso al privato e rinuncia alle cure. Per le prestazioni monitorate, il 36,5% delle prescrizioni risulta seguito da una prestazione pubblica; il rispetto dei tempi di garanzia è indicato al 78,6% per le prime visite e all’85% per gli esami diagnostici. L’articolo segnala inoltre che circa quattro milioni di prestazioni vengono erogate oltre i tempi massimi e richiama forti differenze regionali, oltre a pratiche organizzative che possono alterare la lettura dei tempi di attesa.
“Ho incontrato un malato, dico sì al fine vita Ma la legge sia del Parlamento e non regionale”
p. 15 — Giulia Ricci
Alberto Cirio dichiara di essere personalmente favorevole al suicidio medicalmente assistito per chi rientra nei criteri fissati dalla Corte costituzionale, ma sostiene che la disciplina debba essere nazionale e approvata dal Parlamento, non dalle Regioni. Il presidente del Piemonte afferma che la procedura regionale già adottata ha consentito di trattare le richieste e cita il primo caso piemontese seguito dopo la relativa circolare. Sul versante delle cure palliative, Cirio propone di aumentare hospice e compensi per gli operatori e riferisce un incremento di risorse per la Fondazione Faro, le cui tariffe non erano adeguate da tredici anni.
Allarme Onu: “2,8 gradi in più entro il 2100” In estate 50mila morti associate al caldo
p. 16 — Francesca Santolini
Il dossier riferisce che l’Emissions Gap Report delle Nazioni Unite, con le politiche attuali, prospetta un aumento medio globale di 2,8 gradi entro il 2100 rispetto all’era preindustriale e indica la necessità di ridurre le emissioni globali del 45% entro il 2035. Richiama inoltre uno studio dell’Imperial College su 854 aree urbane europee che stima 50.391 decessi in eccesso associati al caldo nell’estate 2026, di cui 32.619 attribuibili al riscaldamento causato dalle attività umane. Per l’Italia, nelle aree considerate, lo studio stima 13.303 decessi associati al caldo, circa 8.772 dei quali attribuibili al cambiamento climatico antropico.
“A rischio anziani e malati cronici”
p. 16 — Alessandro Mondo
Fabio De Iaco spiega che le ondate di calore colpiscono in particolare anziani e persone con patologie croniche, soprattutto attraverso disidratazione e alterazioni dell’equilibrio elettrolitico. Nel pronto soccorso del Maria Vittoria, riferisce, il primo intervento sui pazienti disidratati è la reidratazione; alcuni farmaci, tra cui diuretici e antipertensivi, possono accentuare il problema durante periodi di caldo prolungato. De Iaco richiama anche fattori sociali come la solitudine e l’assenza di una rete che possa monitorare le condizioni della persona fragile.
Un faro sulla sanità
p. 21 — Roberta Ingrassia
In una lettera al direttore, Roberta Ingrassia ringrazia il giornale per l’inchiesta sulle liste d’attesa per l’ingresso in convenzione nelle RSA piemontesi e descrive una situazione che, a suo giudizio, mette in grave difficoltà migliaia di cittadini e familiari. La lettrice richiama persone con invalidità e disabilità e sostiene che prestazioni indicate nei LEA e nei PAI come diritti esigibili non vengano effettivamente erogate. La lettera sottolinea infine il carico sostenuto dai caregiver e chiede di mantenere alta l’attenzione pubblica sul tema.
Il dottore viene “pensionato” 2.500 pazienti senza il medico
p. 31 — Paolo Varetto
Il medico di famiglia Renato Amadori, 72 anni, dovrà cessare l’attività il 31 ottobre nonostante abbia dichiarato la propria disponibilità a proseguire e segua circa 2.500 assistiti nella periferia nord di Torino. I pazienti hanno costituito un comitato che, in poche ore, ha raccolto circa 400 adesioni e punta a superare le mille firme per chiedere una proroga. La portavoce del comitato afferma che la mancata estensione lascerebbe scoperte centinaia di famiglie e persone anziane; l’articolo riferisce che ASL e organismi competenti non hanno concesso la proroga.
Ketamina, allerta diffusione tra i giovani “Droga invisibile, la spacciano alle feste”
p. 32 — Francesco Munafò e Caterina Stamin
L’articolo parte dal sequestro torinese di 91 chili di ketamina e descrive una sostanza sempre più presente nei contesti di festa, utilizzata soprattutto da giovani e, in alcuni casi, da minorenni, anche per il prezzo relativamente basso e la facilità di reperimento. Flavio Vischia, del Dipartimento dipendenze dell’ASL Città di Torino, spiega che a dosi elevate la ketamina può produrre dissociazione e sedazione e che un uso ripetuto può compromettere memoria, linguaggio, apprendimento e concentrazione. Secondo Vischia, molti consumatori di ketamina fanno uso anche di altre sostanze.
“Un’impennata di consumi dopo il Covid Serve agire nei luoghi del divertimento”
p. 32 — Francesco Munafò
Elisa Fornero, assistente sociale impegnata nella riduzione del danno con la cooperativa Motiva e il progetto Neutravel, riferisce una crescita dell’uso di ketamina osservata almeno dal 2019, interrotta temporaneamente durante la pandemia e poi ripresa. Descrive interventi nei luoghi del divertimento basati su informazione, materiali di riduzione del rischio e un approccio non giudicante. Fornero collega la prevenzione anche alla possibilità di accedere a un sostegno psicologico adeguato e osserva che, nel sistema sanitario, questo può richiedere l’accettazione di lunghe attese.
“Così i ragazzi tentano di curarsi da soli e staccarsi dalla realtà”
p. 33 — Caterina Stamin
Mauro Melluso, psicologo e responsabile di Molo 18 del Gruppo Abele, interpreta parte del consumo giovanile di ketamina come un tentativo di auto-cura e di distacco temporaneo dal disagio vissuto. Nel servizio, rivolto ai giovani, racconta di incontrare persone che spesso hanno iniziato a usare la sostanza intorno ai sedici anni e che arrivano quando il consumo diventa incompatibile con la vita quotidiana. Il percorso residenziale dura in genere da sei a nove mesi e comprende lavoro sui bisogni nascosti, attività di gruppo e opportunità di studio o formazione.
Liste d’attesa in miglioramento “Piemonte, più visite nei tempi”
p. 39 — Alessandro Mondo
L’articolo ricostruisce il contrasto nato da una tabella preliminare sui primi accessi, che collocava il Piemonte molto in basso, e riporta la smentita di Regione e Agenas, secondo cui quei dati erano parziali e non comparabili. Nel bollettino ufficiale, l’assessore Federico Riboldi indica un aumento delle prime visite effettuate entro i tempi di garanzia dal 69,2% nei primi nove mesi del 2025 al 72,2% nello stesso periodo del 2026; per la diagnostica il dato passa dall’82,4% all’82,7%. Il consigliere regionale Daniele Valle, citando la Corte dei conti, sostiene invece che quasi otto milioni di euro destinati al recupero delle liste d’attesa siano rimasti inutilizzati tra il 2022 e il 2025.
L’intelligenza artificiale cambia il futuro Gli studenti costretti a misurare i loro sogni
p. 41 — Chiara Comai
Il reportage dal Salone dello Studente descrive maturandi piemontesi e liguri alle prese con la scelta dell’università, divisi tra passioni personali, sicurezza economica e timore che l’intelligenza artificiale riduca le opportunità in alcune professioni. Diverse testimonianze raccontano la ricerca di un compromesso tra vocazione e possibilità di trovare un lavoro che consenta una vita economicamente stabile. Il pezzo registra quindi una forma di incertezza giovanile legata alla trasformazione del lavoro, senza presentarla come diagnosi clinica o disturbo psicologico.
Ripristinato internet nelle valli Chisone e Germanasca
p. 47 — A.GIA.
Un guasto alla rete di telecomunicazioni, causato dal danneggiamento della banda larga in un cantiere vicino a San Germano, ha interrotto per oltre un giorno collegamenti fissi e parte della rete mobile nelle valli Chisone e Germanasca. L’articolo riferisce ripercussioni anche sull’ospedale di Pomaretto: tra i servizi coinvolti risultano lo sportello CUP, sedute di ecografia ed ecodoppler e alcuni prelievi domiciliari rinviati. Il presidente dell’Unione montana Danilo Breusa ha informato il prefetto e annunciato una valutazione, con sindaci e legale, sull’eventuale richiesta di risarcimento.
La Verità
Lockdown, vaccini, giovani: Palù torna in sé
p. 7 — Maddalena Loy
L’articolo riferisce l’audizione di Giorgio Palù, già presidente dell’AIFA, davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid e riporta le sue critiche ad alcune scelte adottate durante la pandemia. Secondo la ricostruzione del giornale, Palù ha contestato l’indicazione di paracetamolo e vigile attesa, ha definito politico il Green Pass e ha ricordato la propria contrarietà agli open day vaccinali per i giovani. Il pezzo dedica inoltre spazio alla farmacovigilanza e alle contestazioni rivolte dai commissari all’AIFA dell’epoca, riportando le risposte di Palù e il suo riferimento ai rapporti con l’allora direttore generale Nicola Magrini.
Ragazzi da «capire» se governa la destra Dove erano Draghi e Colle in era Covid?
p. 7 — Francesco Borgonovo
Francesco Borgonovo prende spunto dagli appelli istituzionali a comprendere il malessere giovanile per criticare, in forma di commento, le politiche adottate durante la pandemia. L’autore sostiene che restrizioni e Green Pass abbiano inciso sulla vita dei ragazzi e che le possibili conseguenze psicologiche fossero state previste e sottovalutate. Il pezzo attribuisce questa lettura a una responsabilità politica e istituzionale e non presenta un’analisi clinica autonoma.
L’Umbria approva la legge sul suicidio assistito
p. 16 — —
L’Umbria ha approvato la proposta di iniziativa popolare «Liberi subito», promossa dall’Associazione Luca Coscioni per disciplinare le procedure di accesso al suicidio assistito. L’articolo indica l’Umbria come quinta Regione ad adottare il testo dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto e riferisce che la proposta era stata sottoscritta da 4.801 cittadini umbri. Marco Cappato e Filomena Gallo commentano che, a fronte dell’inerzia del Parlamento, sono le Regioni a definire procedure; la presidente Stefania Proietti non ha partecipato al voto.
Corriere della Sera Torino
L’annuncio di Marrone: 36 milioni sugli alloggi popolari
p. 3 — Matteo Curreri
In Piemonte risultano quasi quattromila alloggi popolari non assegnabili e il Piano Casa nazionale prevede un bando da 700 milioni di euro per il recupero del patrimonio inutilizzato. L’assessore regionale Maurizio Marrone riferisce che il Piemonte ha già avviato l’autorecupero di 250 alloggi e stanziato 36 milioni di euro per recuperarne circa mille, oltre metà a Torino e provincia. Sul coinvolgimento dei privati, la presidente di Ance Torino Paola Orsini avverte che i vincoli economici previsti per l’edilizia convenzionata potrebbero ridurre l’interesse degli investitori.
Le prime visite nei tempi di garanzia salgono al 72%
p. 5 — s.dc.
Il bollettino Agenas al 30 settembre 2026 registra in Piemonte il 72,2% delle prenotazioni di prime visite entro i tempi di garanzia, rispetto al 69,2% del 2025 e a una media nazionale del 78,6%. Per gli esami diagnostici il dato piemontese passa dall’82,4% all’82,7%, contro l’85% nazionale. Il commento osserva che il miglioramento non elimina il ritardo e chiede alla Regione obiettivi pubblici e scadenze verificabili per rendere tempestivo l’accesso alle prestazioni.
Copertura parallela: il bollettino Agenas e i tempi di garanzia in Piemonte sono trattati anche da La Stampa alle pp. 14 e 39.
A Torino l’indirizzo di casa influisce sui rischi per il cuore
p. 8 — s.orl.
Lo Studio di Coorte Torinese del SEPI, che incrocia dati anagrafici, ambientali e sanitari, rileva una associazione tra esposizione al particolato fine e rischio cardiaco. Nel confronto tra quartieri meno esposti e zone a forte traffico, l’articolo indica un divario del 25% nel rischio di eventi coronarici acuti attribuito alla componente ambientale. Quando inquinamento e deprivazione sociale si sommano, l’eccesso di mortalità e ricoveri per cardiopatia ischemica nelle aree periferiche della cintura nord viene indicato tra il 30 e il 40% rispetto alle zone collinari.
Piazze e ricchezza non distribuita
p. 15 — Davide Ferrario
Davide Ferrario propone una lettura sociale delle recenti proteste giovanili, sostenendo che la crisi non possa essere spiegata soltanto con categorie novecentesche o come problema di ordine pubblico. L’autore collega l’aspirazione dei giovani a una vita che non sia sola sopravvivenza alla percezione di essere esclusi dalla ricchezza e dalle possibilità di consumo. Nel confronto con le proteste degli anni Settanta, attribuisce alla politica e al potere la responsabilità di non aver costruito meccanismi adeguati di redistribuzione e di avere invece ampliato debito e disuguaglianze.
